(Non) aprite quella porta! *** Meine Ordnung, deine Ordnung

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Das Kinderzimmer ist für uns das höchtspersönliche Reich der Jungs. Das bedeutet nicht nur, dass sie hier schalten und walten können wie sie wollen, sondern sie sind auch verantwortlich für die Gestaltung. Was wiederum nicht heißt, dass ich ihnen Putzlappen und Staubtuch in die Hand drücke und sie auffordere, ihr Zimmer zu putzen und aufzuräumen, sondern sie genießen in dieser Hinsicht volle Autonomie. Primäre Kompetenz.

Während die meisten Entscheidungen in unserer Familie demokratisch fallen (aber z. B. beim Kochen herrscht Absolutismus: was auf den Tisch kommt entscheidet der Koch / die Köchin), herrscht im Kinderzimmer eher so etwas wie Anarchie.

Da John und Sandro mich nun gebeten haben, ihnen beim Großreinmachen zu helfen, haben wir den Schwerpunkt dieser Tage auf diese große Herausforderung gesetzt. Ich glaube, die Fenster sind seit zwei Jahren nicht mehr richtig geputzt worden. Umso mehr freuen die beiden sich über die Sauberkeit und Ordnung, die sich nach und nach breitmacht.

A propos Ordnung: hier hat jeder seine eigenen Maßstäbe. Was für einen Jugendlichen “ordentlich” heißt, kann für die Eltern nach “totalem Chaos” aussehen. Doch vor allem Jugendliche und Heranwachsende brauchen die Möglichkeit, sich auch im Gestalten ihrer Umgebung auszudrücken. Das äußere Chaos spiegelt oft nur die inneren Unsicherheiten bezüglich der körperlichen und seelischen Veränderungen der Heranwachsenden wieder. Es wird immer wieder Zeiten größeren Durcheinanders und dann wieder Zeiten von sogenannter Ordnung geben. Das Wichtigste ist, dass sie sich wohlfühlen – auch wenn wir Erwachsene uns nicht vorstellen können, dass man sich unter bestimmten Bedingungen wohl fühlen kann. Habt ihr schon einmal einen Schmetterling erlebt, der der Raupe zuruft, sie solle endlich die Flügel öffnen und fliegen? Nein. Nehmen wir uns ein Beispiel. Zeigen wir Vertrauen. Die Dinge werden sich richtig entwickeln, wenn wir zulassen, dass sie sich entwickeln können.

Das macht einen der größten Unterschiede der “vorbereiteten Umgebung” für jüngere Kinder und Heranwachsende aus: je älter sie werden, desto mehr Freiraum im Sinne von Möglichkeiten eigener Gestaltung brauchen sie. Unsere Aufgabe ist es, ihnen diesen Raum zur Verfügung zu stellen, ihnen bei Anfrage um Unterstützung hilfreich zur Seite zu stehen und uns mit Äußerungen und Bewertungen unserer eigenen Maßstäbe zurückzuhalten.

P.S. – Das bedeutet nicht, dass alle Jugendlichen unbedingt das Bedürfnis haben, in einem Zimmer zu wohnen, in dem man kaum die Tür aufbekommt oder in dem man kaum eine Handbreit freien Bodens findet, auf den man treten kann. Wie in allen Dingen, sind wir auch hier alle verschieden, haben zu verschiedenen Zeiten verschiedene Bedürfnisse, machen verschiedene Erfahrungen…

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[Irgendwo liegt noch ein Foto von meinem eigenen Kinderzimmer, als ich ungefähr 15 war. Das Bild ist der beste Beweis dafür, dass der Satz "Was Hänschen nicht lernt, lernt Hans nimmermehr" in dieser Hinsicht wirklich nicht stimmt. :)
Die damals an der Lampe befestigten getrockneten Truthahnknochen würden heute jedem Museum für moderne Kunst Ehre machen...]

Bewahrt habe ich mir allerdings, so sehr ich heute Ordnung im klassischen Sinn schätze, einige Skurrilitäten. So befindet sich im Behälter mit der Aufschrift “Salz” das Kakaopulver, und im Behälter mit dem Wort “Kaffee” findet man Hundekekse und noch andere ähnliche Dinge. (Das Lustigste ist freilich der Behälter mit dem Wort “Kokain”, in dem sich Staubzucker befindet!) Nur Eingeweihte, sprich Mitglieder unserer Familie, finden sich hier zurecht…

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La camera dei bambini è  il loro regno personale. Ciò significa per noi non solo che possono amministrarla come vogliono, ma sono anche responsabile di tenerla in ordine. A sua volta questo non significa che sono io ogni settimana a dare loro in mano un panno per spolverare e di chiedere loro di pulire la stanza,  ma godono di piena autonomia in ogni senso. Competenza primaria.

Mentre la maggiorparte delle decisioni della famiglia nascono in modo democratico ( ma vi è, per esempio,  l’assolutismo per quanto riguarda il menú: decide chi cucina), per quanto riguarda quella stanza regna piúttosto una specie di anarchia.

Dal momento che l’altro giorno John e Sandro mi hanno chiesto di aiutarli a fare pulizie alla grande, abbiamo ora posto la nostra energia  su questa grande sfida. Credo che le finestre sono due anni che non sono state lavate come si deve. Mi piace come i due diventano sempre piú soddisfatti dei cambiamenti per quanto riguarda pulizia e ordine, e sappiano apprezzare i risultati del lavoro che stiamo facendo insieme.

A proposito di ordine: ognuno ha i propri standard. Quello che per un ragazzo é “aver fatto ordine” ai genitori puó sembrare caos totale.  Ma soprattutto gli adolescenti hanno bisogno di avere la possibilità di esprimere se stessi anche nel loro ambiente privato.  Il caos esterno riflette spesso solo le loro incertezze interne per i cambiamenti fisici ed emotivi dell’adolescenza. Ci sarà sempre a volte maggiore confusione e poi di nuovo momenti di cosíddetto ordine. La cosa più importante è che si possano sentono a loro agio – anche se noi adulti non possiamo immaginare che puoi sentirti a tuo agio in determinate condizioni. Ma come fa una farfalla a capire un bruco? Avete mai visto una farfalla che continua a dire al bruco di aprire le ali e volare? Appunto, no. Prendiamoci un esempio. Abbiamo fiducia.

Questa é una delle maggiori differenze tra l’ambiente “preparato” per i bambini più piccoli e per gli adolescenti. Hanno necessitá diverse: i più grandi hanno bisogno di sempre maggior libertà nel senso della gestione delle loro cose private, come lo é anche la loro camera. Il compito di noi genitori è di mettere a loro disposizione uno spazio e casomai aiutarli, quando lo richiedono (ma non significa fare la donna delle pulizie. Ho detto “aiutarli” – a scegliere il detersivo, a spiegare come funziona l’aspirapolvere ecc.; puó essere anche un momento bello fare il lavoro insieme). E soprattutto di evitare commenti non richiesti di come la parola “ordine” la interpretiamo noi…

P.S. – Non é detto che tutti gli adolescenti sentano il bisogno di vivere in un posto dover non riesci quasi ad aprire la porta o a trovare un metro per terra dove mettere i piedi senza pestare su libri o giochi. Come in tutte le cose, tutti siamo diversi, facciamo esperienze diverse in momenti diversi.

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[Da qualche parte c'è ancora una foto della mia stanza di quando avevo circa 15 anni. Quell'immagine è la miglior prova che non é vero che se le cose non le impari da piccolo da grande non le sai fare. :)
Le ossa seccate che a quel tempo avevo attaccato alla lampada, ora sarebbero un ricercato oggetto d'arte in ogni museo d'arte moderna.]

Ho mantenuto comunque, anche se ora apprezzo molto l’ordine nel senso classico, alcune stranezze. Ad esempio nel contenitore con le parole “sale” c’é la polvere di cacao; nel contenitore con la parola “caffè” ci sono i biscotti per il cane, e altre cose simili. (La cosa più buffa è  il contenitore con la parola “cocaina”, dentro ci sta lo zucchero in polvere!) Praticamente a casa nostra solo gli addetti ai lavori, vale a dire i membri della nostra famiglia, riescono a trovare le cose…

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3 Antworten zu (Non) aprite quella porta! *** Meine Ordnung, deine Ordnung

  1. Silvia gc sagt:

    Questo mese i nostri blog stanno procedendo in ottima sintonia!
    Devo dire che io non ho il coraggio di stabilire una vera “competenza primaria” per la stanza di Andrea. Forse anche perchè ci adagiamo sull’aiuto della nostra fida Signora Tornado per pulire casa ed ovviamente pulisce anche il “regno” di Andrea. Però ce la mettiamo tutta per renderlo consapevole che quello è un posto suo, del quale può disporre, ovviamente nel limite del rispetto per gli altri (compresa la signora del piano di sopra che forse non ama le partite di calcio casalingo…).
    Immagino che il vostro barattolo della “cocaina” lascerà deluso qualche ospite! ;)

  2. Qua tocchi un tasto dolente: io non so se saró capace di insegnare l’Ordine al Mezzovikingo, essendo io per prima l’incarnazione dell’Entropia! :)
    Addirittura, é lui che insegna Ordine e Pulizia a noi: si é innamorato dell’aspirapolvere e ci costringe a passarlo quasi quotidianamente….

    In quanto alla *cocaina*, mi fai tornare in mente vecchi ricordi d’universitá: avevo una provetta con cristalli di vanillina in cucina, che ogni tanto annusavo (é troppo buona!). Una sera torna una compagna d’appartamento e mi vede sniffare dalla fialetta, con annesso starnuto perché la vanillina é un po’acida. ci siamo fatte un bel po’ di risate in seguito.

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