Care amiche e lettrici,
manca un mese alla Giornata della Donna 2010 e in quest’occasione vi propongo come Giveaway il libro “Un treno di desideri” di Mirna Cappellini. Ho partecipato alcuni anni fa alla presentazione di questa bellissima autobiografia e ne avevo preso alcuni esemplari; questo é l’ultimo fra quelli che ho regalato ad amiche e conoscenti in diverse occasioni. Ora tocca ad una di voi!
Per partecipare, lasciate semplicemente un commento a questo post entro mezzogiorno del 7 marzo.
Di cosa parla il libro?
Mirna racconta la sua vita, da “pulcino nella stoppa” che dovrá attraversare la storia di un Novecento delle grandi tragedie e delle grandi trasformazioni, sempre coerente a quel senso del dovere che i suoi le avevano trasmesso, “nell’intento di realizzare una societá diversa, piú umana, piú giusta, piú solidale”. Il fascismo e la guerra segnano il punto piú basso del suo racconto, tra fame, gelo, paura, umiliazioni, fatiche terribili.
A Bolzano Mirna era stata precettata nel 1944 a lavorare in un campo di lavoro alle dipendenze dei tedeschi. Ma é anche il momento in cui le scelte, giá vissute in famiglia, diventano piú solide e definitive: stare dalla parte dei lavoratori, della giustizia sociale, dell’impegno nella societá. Il padre le propone di sostituire l’impiegata del sindacato ferrovieri, che doveva farsi una piccola operazione – per dieci giorni. Invece Mirna poi rimane lí per trentadue anni…
Mirna, che “non fará piú la maestra”, diventerá, proprio nel sindacato, una sindacalista della Cgil, anzi un’autentica “ferroviera”, appassionandosi alle lotte della categoria, in particolare di quei lavoratori, come i “guardarocce”, a quei tempi scarsamente tutelati. Il desiderio di viaggiare percorre tutta la vita di Mirna che coglie ogni occasione per tirare fuori il suo “grande sogno” dal cassetto.
Ma é nell’Udi che avviene l’incontro “piú importante” della sua vita, un’associazione alla quale aderí con convinzione ed entusiasmo. E, infine, eccola a militare nello Spi, il sindacato pensionati della Cgil.
Nel suo percorso Mirna ha incontrato decine e decine di amici e compagni, diversi per scelte e competenze, ma tutti “mossi da un ideale che andava oltre il proprio benessere personale perché riguardava la collettivitá.” E proprio per riscattare dall’oblio questi uomini e queste donne, veri protagonisti delle lotte e delle trasformazioni della societá, Mirna si é decisa a scrivere questa memoria limpida e affettuosa. (testo tratto dall’introduzione del libro)
Che ve ne pare, non vi sembra il nostro un periodo particolarmente adatto per fare il pieno di entusiasmo al femminile, per trovare la forza di andare avanti nel proseguire il percorso di “una societá piú giusta, piú umana, piú solidale”?

Verfasst von Sybille 








