Neue Bilder von alten Fotos

28. September 2009

a3Anlässlich der Geburtstagsfeier ihrer Tante

In occasione della festa di compleanno della ziaa7haben die Kinder gestern alte Fotoalben herausgezogen.
ieri i bambini hanno tirato fuori gli album con le vecchie foto.
aWie viele Erinnerungen!
Quanti ricordi!

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Sandro ist ganz vernarrt in seine Babyfotos.
Sandro é sempre affascinato dalle sue foto da piccolo.

a5Er war ja auch ein wirklich süßes kleines Ding!

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Democrazia²

6. August 2009

Quindi, eccoci in agosto, ed ecco che come previsto l’atmosfera politica inizia a scaldarsi. Come ho scritto qualche giorno fa, ad ottobre ci saranno le primarie del PD, e quel giorno si concluderá anche il mio attuale impegno come vicesegretaria del PD altoatesino.

Ma non é di questo che voglio parlare. Vorrei invece raccontare come sono arrivata fin qui.

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Una quindicina di anni fa non sapevo neppure con quanti „p“ si scrivesse politica. Non me ne importava nulla, anzi zero! Quella „cosa“ di cui parlavano i giornali che praticamente non leggevo mai, era piú lontana della luna dalla mia vita quotidiana. Questo nonostante lavorassi in un’amministrazione pubblica. Non mi vergogno a dirlo: é la veritá.

Poi é arrivato John. E pian piano ho iniziato a capire che ci sono cose che non mi piacciono. Leggi, regolamenti. Che quelle cose vengono decise da qualcuno. Che quel qualcuno erano i partiti e i politici. E che le conseguenze di quelle decisioni li dovevamo vivere noi, sulla nostra pelle.

All’inizio ho pensato che forse non erano informati bene, su un concreto problemino che mi si era presentato. Ho pensato: Se li informo, capiranno che hanno sbagliato, e cambieranno la legge. Piú o meno cosí.
Invece no.


Stradafacendo ho incontrato tantissime altre famiglie che si sentivano a disagio per quel problemino. Ho pensato: Bene, adesso alziamo la voce, adesso siamo in tanti, non possono far finta di non sentirci.
Invece sí.


Cosí ho pensato di aver capito come funzionava la democrazia: Ogni 5 anni vai a votare, e poi basta, la prossima volta che avrai da dire qualcosa lo farai tramite quel voto. Certo, puoi scrivere migliaia di lettere ai giornali, incatenarti davanti al tribunale, piangere, urlare, raccogliere migliaia di firme, ma nessuno é obbligato ad ascoltarti. Che tristezza.

È stato in quel momento che mi sono imbattuta in un comitato che si batteva per piú democrazia. Per democrazia diretta. Tipo modello svizzero. Che é il secondo pezzo di una democrazia compiuta, completa, quel pezzo che manca alla democrazia rappresentativa.

Votare va benissimo, ma non basta. I cittadini e le cittadine devono avere il diritto di farsi valere anche fra un’elezione e un’altra. Non solo per esprimere quello che pensano su un progetto, su una legge, un regolamento: per decidere direttamente! Non sempre, non tutti i giorni, non su tutti i temi: ma su quelli dove ci sono abbastanza persone che lo chiedono. Perché vuol dire che al popolo quel tema interessa, che vuole contribuire ad arrivare ad una soluzione condivisa. Non é cosa da poco.

E cosí ho accettato piú che volentieri di collaborare. Non che non avessi nulla da fare, con due figli piccoli. Anzi, era sempre il solito problema: come faccio ad arrivare a quella riunione, a quella manifestazione, a quel convegno,  in quell’ora in quel posto? Ma in qualche modo e con il sostegno di mio marito ce l’ho sempre fatta. E piú imparavo il senso dei dettagli di una buona legge sulla partecipazione dei cittadini, piú la cosa mi affascinava. È tuttora cosí! Perché non é solo questione di dire sí o no in un referendum: se i rappresentati politici sanno che il popolo puó intervenire, giá da prima si comportano diversamente. (Credo. Spero.) E i cittadini? Sono convinta che se una persona é consapevole di avere un certo peso, la cosa cambia. Inizi a interessarti di certi temi. A voler capire perché e come mai.

Se invece non hai nulla da dire, ti sembra inutile interessarti di qualcosa che poi comunque decidono altri. Anzi, meglio non sapere niente! Meglio passare il tempo con la famiglia, con lo sport, il giardinaggio. La politica? – una cosa sporca. – E cosí la gente non si occupa piú delle „cose di tutti“ – perché é questa in fondo la cosa che si chiama „politica“. Occuparsi di come utilizzare le tasse, di come gestire i tempi, di costruire scuole o aeroporti, di decidere se investire sulla costruzione di strade o sul trasporto pubblico, se fare inceneritori sempre piú grandi o pensare ad un’altro metodo di raccolta rifiuti, o forse a come produrre meno rifiuti, oppure…

All’interno di quel comitato ho conosciuto molte persone. Tanti sono diventati amici miei. Il bello é che provvengono da realtá cosí diverse! Il medico, il falegname, la poliziotta, l’avvocato, la maestra, l’artista. Ma tutti con la voglia di una democrazia che fa partecipare l’individuo.


È stato cosí che ho incontrato persone che facevano politica nel senso tradizionale: in un partito. Perché le due cose – la politica rappresentativa e quella diretta – non si contraddicono, come alcuni continuano a dire. Se davvero prendi sul serio le persone e i loro problemi, allora credi anche nel valore della partecipazione, credi che le soluzioni migliori sono quelli trovati insieme, in tanti. Non in pochi.

Ecco, quelle persone mi sono davvero piaciute subito. Io che diffidavo dei partiti perché pensavo che il loro unico pensiero fosse quello di come trovare una poltrona e tenersela. Ho pensato: Quelli, quando parlano di democrazia e partecipazione, fanno sul serio. Altrimenti non avrebbero speso ore e ore a raccogliere e autenticare firme sotto il sole, sotto la pioggia, a caldo e al freddo, insieme a me, per una legge provinciale sulla democrazia diretta.


È stato cosí che ho accettato a entrare nei Democratici di Sinistra, a guardare, a vivere il partito da dentro.  Invece di star fuori a criticare. Da fuori molte cose sembrano diverse da quelle che sono.
Ho apprezzato molte cose. Ho accettato di candidare  per il consiglio comunale – un’altra esperienza importante.


Oggi siamo il PD, il Partito Democratico. C’é ancora moltissimo da fare. Questo periodo non é dei migliori.
Eppure tanti dei miei amici che ho conosciuto in occasioni fuori dal partito – in sindacati, associazioni, comitati – sono ancora lí, per andare avanti, passo dopo passo.
Per non lasciare tutto in mano agli altri, quelli che hanno tutt’un’alta visione del mondo, della societá, delle prioritá.

Ci sono anch’io. Con la mia visione della democrazia al quadrato.

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Con i candidati e le candidate trentine, elezioni politiche 2008

Luisa e Sybille

In team con On. Luisa Gnecchi: eravamo la candidata piú anziana e piú giovane sulla lista PD :)

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con On. Bressa, On. Gnecchi, On. Veltroni, Vicepresid. Prov. Tommasini e Sen. Peterlini



Sei anni fa…

3. August 2009

… ho partecipato ad un’ iniziativa NO GATS - contro la privatizzazione dell’ acqua, dei trasporti, della sanitá ecc.

Ho incontrato il Collega Gatto proprio alla riunione due ore fa e ci siamo detti: Ti ricordi…?
E visto che ho ritrovato questa foto recentemente, la metto qui… ricordando che le lotte piccole e grandi, ci vogliono ancora, e ancora, e ancora…

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NO GATS 2003, Bolzano


Waiting for the right moment

30. Juli 2009

Beim Aufräumen habe ich heute dieses Bild gefunden, das John 2003 gemacht hat. Er war damals 7 Jahre alt und interessierte sich gerade für Drachen. Dann habe ich darüber nachgedacht, wie seltsam es eigentlich war, als John zu zeichnen begonnen hat…

Mentre ho messo un po’ in ordine alcune cose,  ho trovato questo disegno del 2003 che aveva fatto John. Aveva 7 anni e in quel periodo si interessava di draghi. È stata un’occasione per ripensare a come é stato strano il modo in cui é iniziata la sua passione per il disegno…

Drachentöter2003

Es ist eigentlich ganz interessant gewesen zu beobachten, wie sich seine Leidenschaft für das Zeichnen entwickelt hat. Sobald er als Baby sitzen konnte, habe ich ihm immer ganz viel vorgezeichnet und dazu erzählt. „Das ist die Sonne. Da kommt die Katze. Jetzt kommt eine Wolke und es regnet.“ Er hat aber nie, nie versucht, selbst nach einem Stift zu greifen. Das war eigentlich sehr merkwürdig, aber ich habe ihn trotzdem nie dazu aufgefordert oder darauf beharrt. Da er erst mit viereinhalb Jahren in den Kindergarten gegangen ist, hat eigentlich auch kaum jemand die Möglichkeit gehabt, dieses seltsame Verhalten anzusprechen oder mit anderen Kindern zu vergleichen.
Was ich aber getan habe, war weiterhin für ihn zu zeichnen: kleine Geschichten oder Bilder zu Dingen, die ihn gerade interessiert haben. Er liebte das und betrachtete mit Hingabe jedes Detail! Besonders viel habe ich für ihn gezeichnet, als ich mit Sandro schwanger war und es Probleme gab und ich ziemlich viel Zeit liegend verbringen musste. Ich zeichnete also liegend, und John lag neben mir und schaute zu.
Auf einmal, kurz vor Sandros Geburt und vor Johns 3. Geburtstag, passierte etwas: er griff nach einem Stift und zeichnete! Und es war so, als hätte er die ganze Zeit nur darauf gewartet bis er WUSSTE, dass er den Stift so halten hätte können wie er es wollte, sicher und fest, damit er damit genau so zeichnen könnte wie er es wollte – und keine wackeligen Zufalls-Kritzeleien produzieren. Seit jenemTag ist kein Tag vergangen, an dem er nicht gezeichnet hat.

Und ich habe gelernt, dass Dinge dann geschehen, wenn sie geschehen müssen, und dass man nichts Besseres tun kann, als aufmerksam und zuversichtlich auf den Augenblick zu warten. Und ihn dann nicht zu verpassen!

È stato molto interessante vedere come si é sviluppata la passione per il disegno.
Non appena era capace di stare seduto ho sempre disegnato per lui e gli ho raccontato piccole storie che c’entravano con il disegno: „Questo è il sole. Qui viene il gatto. Ora arriva una nuvola e piove“. Come fanno tutte le mamme, credo.
Ma John non  ha mai, mai provato a prendere una penna per disegnare. Questo era davvero molto strano, ma non ho mai insistito, pensavo che probabilmente non gli interessasse provare, boh. Dato che é entrato nella scuola materna solo a quattro anni e mezzo, al momento non c’era nessuno che per questo l’avrebbe criticato o confrontato con altri („Non é possibile, a tutti i bambini piace disegnare!“).
Ma quello che ho continuato a fare è stato disegnare per lui. Amava moltissimo i miei disegni e le storie e guardava ogni dettaglio, oppure mi diceva lui cosa disegnare! Potevamo trascorrere delle ore in quel modo…
Quando poi ero incinta di Sandro, per problemi legati alla gravidanza ho dovuto stare ferma e sdraiata per molte settimane. E disegnavo e disegnavo e raccontavo. E lui, sempre vicino a me a guardare. Finché un bel giorno, poco prima del suo terzo compleanno e la nascita di suo fratello… ha preso in mano una matita e ha iniziato a disegnare! È stato come se per tutto quel tempo avesse soltanto aspettato che le sue manine fossero abbastanza abili per ubbedire ai suoi pensieri e alla sua fantasia.
Da quel momento non é passato un giorno che non ha disegnato qualcosa.

Ed io ho imparato che le cose succedono quando devono succedere, che non si puó forzare nulla ma é il nostro compito di aspettare attenti e fiduciosi per quando arriva il momento giusto. Perché perdere quel momento, perdere l’espressione del suo viso mentre faceva il suo primo disegno, sarebbe stato perdere un pezzo importante della sua vita.

JOHNNY(2003)


Spider-John

18. Juli 2009

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Was mich an John ganz besonders fasziniert ist, dass er dann, wenn ihn etwas wirklich interessiert, dieser Sache seine 100%ige Aufmerksamkeit schenkt. Tag und Nacht, wachend wie träumend. Und das meistens über einen langen Zeitraum hinweg, während sein Bruder sich in kürzerer Zeitdauer für etwas begeistert (einige Wochen).
Bevor er in die jetzige Welt der Monster und Fabelwesen übersiedelte, galt sein Leben einige Jahre lang (etwa 2003-2007) den Marvel-Figuren, allen voran Spiderman. Er las alles, was ihm darüber in die Finger geriet, vorzugsweise Comics. Und er machte natürlich auch selbst welche! Er gab sein ganzes Taschengeld für Filme aus. Er nähte sich eine Spidermanmaske, die er zum Erstaunen seiner Umwelt nicht nur im Fasching anzog, und machte sich ein Spiderman-T-shirt. Auf dem Foto ist er im Winter 2007 zu sehen.

Ich bin froh, dass wir ihm die Möglichkeit geben können, so viel wie möglich von dem, was sich in seiner Fantasie abspielt, ausleben zu dürfen. Früher waren das Dinosaurier, dann Tiere aller Art, dann Marvelfiguren, dann Drachen, dann Piraten, und nun Fabelwesen.
Ich erinnere mich noch daran, wie ich als Kind für längere Zeit mit (nur für mich sichtbaren) Außerirdischen gesprochen habe… :)

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Una delle cose che piú mi affascinano di John é che quando lui si interessa di una cosa, lo fa al 100% e di solito se ne occupa per molto tempo (anni), mentre suo fratello dopo qualche settimana cambia canale. Giorno e notte.

Ricordo che qualche anno prima di immergersi nell’attuale mondo degli elfi, gnomi e mostri, viveva nella Marvel-World (nonostante non abbiamo la tv). Leggeva tutto quello che si poteva leggere, soprattutto fumetti (e ovviamente ne disegnava anche lui), spendeva tutti i suoi soldi per i dvd di spiderman & co. Giá, il suo preferito é sempre stato lui, l’amico ragno. John si é fatto addiritura una maschera e una spider-maglietta, che non metteva solo di carnevale. Sulla foto lo vediamo nell’inverno 2007.

Sono contenta che abbiamo la possibilitá di lasciargli vivere le cose della sua fantasia. Ricordo che pure io da bambina parlavo con degli amici extraterrestri (visibili solo per me) per molto tempo… :)

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Once upon a time (7)

1. Juli 2009

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Nach langer Zeit habe ich wieder mal zwei Büchlein hervorgesucht, die ich für John gemacht habe, als er zwei Jahre alt war. Er liebte Geschichten, am besten in Form von Reimen (und er kannte bald alle auswendig), und so habe ich Tag für Tag maßgeschneiderte Gedicht-Geschichten für ihn angefertigt. Er liebt diese Bücher heute noch und lacht über die verrückten Geschichten. Sandro liebt sie natürlich auch. Und auch Ju und A lieben sie und überhaupt jedes Kind, das die Bücher in die Hände bekommt…

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Dopo molto tempo ho tirato fuori due libricini che avevo fatto per John quando aveva due anni. Lui amava le storie, meglio ancora se in forma di filastrocche (e subito le imparava a memoria), e cosí ho scritto giorno per giorno storie-filastrocche nuove apposta per lui. Ancora oggi si diverte a guardare i miei disegni e a leggere le storie un po’ matte. Anche Sandro adora queste storielle. E anche Ju e A li amano, e tutti i bambini che hanno visto questi libretti, ne vorrebbero uno anche loro :)

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Books I made for John when he was 2 years old. He loved stories written as poems, so day after day I invented a new for him. Aren’t the pictures crazy? :)

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