Fun in Kindergarten again

26. Mai 2010


Heute waren wir wieder im Kindergarten um “Blumen zu beobachten und zu zeichnen”: diesmal John anstelle von Sandro, der wegen seiner Allergie besser noch im Haus bleibt (Wir hoffen, dass es ihm morgen für seinen ersten Prüfungstag – Deutsch und Englisch schriftlich – gut geht).
Nach den “mittelgroßen” waren heute die “großen” Kindergartenkinder dran, also jene, welche im September die Schule beginnen werden. Sie wunderten sich etwas, als die Kindergartenleiterin ihnen erzählte, dass wir Homeschooling machen. Wenn sie heute abend daheim erzählen, dass manche Kinder nicht zur Schule gehen, werden wohl gar einige Eltern mal wieder denken, dass die Kleinen da sicher etwas “falsch verstanden” haben. Ich hätte wohl damals so darauf reagiert… ;)


Oggi sono tornata nel Kindergarten per “osservare e disegnare fiori e  piante”, questa volta con John al posto di Sandro che sta ancora curando la sua allergia, praticamente evita di uscire fuori da casa. Stasera il bel tempo cambierá e la pioggia prevista gli porterá sollievo – spero, perché domani pomeriggio ha la prima prova dell’esame di idoneitá (Tedesco e Inglese scritto).
Dopo l’ultima volta dei bambini “medi” questa volta é stato il turni di quelli “grandi” cioé quelli che a settembre frequenteranno la prima classe della scuola elementare. Si sono meravigliati quando la maestra ci ha presentato come homeschoolers. Probabilmente quando stasera racconteranno ai loro genitori che non tutti i bambini vanno a scuola, mamma e papá diranno che “hai di nuovo capito male” oppure “hai troppa fantasia, Pippi Calzelunghe non esiste”. Piú o meno cosí, all’epoca, avrei forse reagito io stessa. ;)


Wieder fanden die Geschichte und die Bilder von Maria Sibylla Merian große Aufmerksamkeit. Wieder gab es Kinder, die ganz lange an einem einzigen Bild arbeiteten und ihre Blume bis ins Detail beobachteten, und andere, die ein Bild nach dem anderen aufs Papier zauberten. Besonders gefreut hat mich die Zeichnung einer Laus: tatsächlich saß auf dem Stängel der Margerite, die ein Mädchen zeichnete, eine einzige kleine schwarze Blattlaus, und die Zeichnerin hat sich sehr darüber gefreut, dass ihr Bild “wie eines von Maria Sibylla Merian“, nämlich mit einem Insekt dazu, aussah. :)
Neben den Büchern und Karteien zeigten wir den Kindern auch unsere Sommervöglein-Bilder.

Es hat wieder großen Spaß gemacht und bestimmt werden sich die Kinder noch lange an diese besondere Art zu beobachten und zu zeichnen erinnern. Sie haben vorgeschlagen, wir sollten sie doch auch im Herbst in der Grundschule besuchen kommen. Mal sehen, falls wir eingeladen werden, kommen wir natürlich gerne.

A propos Schule: Meine Freundin, die ein pädagogisches Gymnasium leitet, hat mich eingeladen, im Herbst ihre Schülerinnen zu besuchen und über Homeschooling zu erzählen. Das wird sicher spannend! Anschließend sollen die Schülerinnen selbst über Pro und Contra nachdenken und dazu eine Arbeit verfassen oder so ähnlich. Wärmstens ans Herz legen möchte ich ihnen dann das berühmte Teenager-Befreiungshandbuch von Grace Llewellyn, einer Lehrerin, die zur Pionierin der freien Bildung wurde. Hier gibt es dazu eine Leseprobe. Man muss übrigens nicht unbedingt ein Teenager sein, um von den hier beschriebenen Konzepten etwas zu haben.


Anche questa volta la storia e le opere di Maria Sibylla Merian hanno trovato molta attenzione da parte dei bimbi.
Come l’altra volta c’era chi, nel disegno dei fiori, si concentrava per molto tempo su un fiore solo, e chi invece ne sfornava uno dopo l’altro. Particolarmente bello é stato il momento quando una bambina ha individuato sulla sua margherita un afido: ovviamente l’ha disegnato, e ne era tutta felice perché ora il suo disegno era “come quelli della Merian“, ovvero con un insetto. :)
Oltre ai libri e le schede di piante e foglie abbiamo portato anche i nostri disegni della serie Sommervöglein.

Sono state due ore interessanti e divertenti – e anche commoventi perché i bambini hanno chiesto se non potevamo rivederci a scuola in autunno quando inizieranno la prima classe. Beh certo, se le insegnanti ci invitano, veniamo volentieri!

A proposito di scuola: una mia amica, direttrice di un liceo pedagogico, mi ha proposto di venire a trovare le sue classi quest’autunno per parlare alle studentesse dell’homeschooling. Sará interessantissimo! Poi le studentesse dovranno cercare gli argomenti pro e contro ed elaborare qualcosa (un tema, una presentazione). Bene, per chi di loro vorrebbe approfondire la questione, consiglieró di leggere The Teenage Liberation Handbook di Grace Lewellynn, un’insegnante che é diventata pioniera dell’educazione libertaria (sul link indicato é possibile sfogliare qualche pagina). Non ho idea se esista una versione italiana del libro (temo di no), qui comunque c’é qualche capitolo della versione tedesca. Ancora una cosa: non bisogna essere per forza un teenager per approfittare dei concetti esposti qui.


Der überaus starke Willibald

14. April 2010

Sandro liest derzeit das BuchDer überaus starke Willibald“. In dieser Geschichte wird kindgerecht am Beispiel einer Mäusegemeinschaft die Entstehung und Entwicklung von Nationalsozialismus und Diktatur aufgezeigt. Nochmal eine Gelegenheit, die bereits behandelten Inhalte im Fach Geschichte aufzubereiten, und Anlass zu Diskussionen über Rechte, Demokratie, Meinungs- und Bildungsfreiheit – die weiße Lillimaus bringt sich homeschoolermäßig selbst das Lesen bei :) – und ich kann es auch Erwachsenen wärmstens empfehlen.
Heute hat er die Hauptfiguren, die bisher im Buch vorkamen, gezeichnet.


Sandro sta leggendo il libro “Der überaus starke Willibald” ovvero “Willibald, l’incredibilmente forte” di W. Fährmann. La storia ripropone, in chiave di parabola, il tema del nazionalsocialismo e della dittatura, perció si aggiunge ai nostri contenuti di storia di poco fa.

Eccovi brevemente di cosa racconta:Il topo Willibald usa la paura dal gatto degli altri topi della sua comunitá per diventare il capo della grande famiglia di topi che vive pacificamente in una grande casa. La pace finisce  quando inizia a girare la voce che sta girando un grande gatto. Il topo bianco Lilli, unica a non essere un topolino grigrio,   è accusata da Willibald di avere aperto la porta al gatto. E adesso che c’é questo pericolo, tutti – per salvarsi – dovranno obbedire al grande capo e ascoltare il suo comando. Promette sicurezza e il paradiso in terra ai topi, e tutti sono entusiasti delle sue proposte (quasi tutti, Lilli e la sua amica sono molto preoccupate di come stanno andando le cose). Willibald è un sovrano severo e così dopo tre mesi ha “organizzato tutto”. I topi devono funzionare in stile militare, marciare, cantare, obbedire come dice lui, e appena sembra che l’entusiasmo stia per svanire, ricorda a tutti che in agguato c’é il pericolo mortale del gatto.
Visto che non sopporta la bianca Lilli che con le sue domande riesce a far venire qualche dubbio agli altri topi, la fa rinchiudere in solitudine in biblioteca. Per non pensare alla fame, inizia a sfogliare i libri, e pian piano scopre la lettura, inizia a capire come funzionano le lettere e le si apre un nuovo mondo… Piú avanti, dopo diverse avventure, é proprio Lilli che riesce a salvare i topi, grazie a tutto quello che é riuscita a leggere, mentre Willibald finisce nella trappola per topi perché non ha voluto ascoltare gli avvertimenti di Lilli che aveva letto di queste trappole nei libri…
La pace e la serenitá torna e tutti i topi sono convinti che nessuno di loro dovrá mai piú osare a dire di essere il capo…
La parabola mostra l’esempio di un meccanismo di sistema totalitario che si basa su paura e controllo, dominazione e oppressione.Un altro spunto per parlare di libertá e diritto di istruzione e opinione, di democrazia e di informazione.

Sandro ha fatto il disegno dei personaggi piú importanti incontrati nella sua lettura fino ad oggi.


8 Marzo Giveaway: Un treno di desideri

7. Februar 2010

Care amiche e lettrici,
manca un mese alla Giornata della Donna 2010 e in quest’occasione vi propongo come Giveaway il libro “Un treno di desideri” di Mirna Cappellini. Ho partecipato alcuni anni fa alla presentazione di questa bellissima autobiografia e ne avevo preso alcuni esemplari; questo é l’ultimo fra quelli che ho regalato ad amiche e conoscenti in diverse occasioni. Ora tocca ad una di voi!

Per partecipare, lasciate semplicemente un commento a questo post entro mezzogiorno del 7 marzo.

Di cosa parla il libro?
Mirna racconta la sua vita, da “pulcino nella stoppa” che dovrá attraversare la storia di un Novecento delle grandi tragedie e delle grandi trasformazioni, sempre coerente a quel senso del dovere che i suoi le avevano trasmesso, “nell’intento di realizzare una societá diversa, piú umana, piú giusta, piú solidale”. Il fascismo e la guerra segnano il punto piú basso del suo racconto, tra fame, gelo, paura, umiliazioni, fatiche terribili.
A Bolzano Mirna era stata precettata nel 1944 a lavorare in un campo di lavoro alle dipendenze dei tedeschi. Ma é anche il momento in cui le scelte, giá vissute in famiglia, diventano piú solide e definitive: stare dalla parte dei lavoratori, della giustizia sociale, dell’impegno nella societá. Il padre le propone di sostituire l’impiegata del sindacato ferrovieri, che doveva farsi una piccola operazione – per dieci giorni. Invece Mirna poi rimane lí per trentadue anni…
Mirna, che “non fará piú la maestra”, diventerá, proprio nel sindacato, una sindacalista della Cgil, anzi un’autentica “ferroviera”, appassionandosi alle lotte della categoria, in particolare di quei lavoratori, come i “guardarocce”, a quei tempi scarsamente tutelati. Il desiderio di viaggiare percorre tutta la vita di Mirna che coglie ogni occasione per tirare fuori il suo “grande sogno” dal cassetto.
Ma é nell’Udi che avviene l’incontro “piú importante” della sua vita, un’associazione alla quale aderí con convinzione ed entusiasmo. E, infine, eccola a militare nello Spi, il sindacato pensionati della Cgil.
Nel suo percorso Mirna ha incontrato decine e decine di amici e compagni, diversi per scelte e competenze, ma tutti “mossi da un ideale che andava oltre il proprio benessere personale perché riguardava la collettivitá.” E proprio per riscattare dall’oblio questi uomini e queste donne, veri protagonisti delle lotte e delle trasformazioni della societá, Mirna si é decisa a scrivere questa memoria limpida e affettuosa.  (testo tratto dall’introduzione del libro)

Che ve ne pare, non vi sembra il nostro un periodo particolarmente adatto per fare il pieno di entusiasmo al femminile, per trovare la forza di andare avanti nel proseguire il percorso di “una societá piú giusta, piú umana, piú solidale”?


We are reading: M. Gandhi

14. Januar 2010

Wir lesen gerade gemeinsam dieses ausgezeichnet geschriebene Buch über das Leben und Wirken Gandhis.
In meinem Heimatort gibt es eine öffentliche Schule, die nach ihm benannt ist.
Ich habe in der Schule über Gandhis Leben gelernt.
Was ich in der Schule nicht über Gandhi erfahren habe sondern erst in verschiedenen Blogs gelesen habe, ist, dass seine Frau und er ihre vier Kinder nicht zur Schule schickten, sondern zu Hause erzogen, nachdem er sich während seiner Zeit in Südafrika intensiv mit der Frage der Verantwortung in der Erziehung auseinandergesetzt hatte. Vielleicht finden sich später noch weitere detailliertere Informationen dazu (Methode, Inhalte, Ansichtsweise). Wenn jemand Näheres weiß, freue ich mich über einen Hinweis.

Stiamo leggendo questo libro sulla vita di Gandhi, é fatto davvero bene.
Nella mia cittá di origine c’é una scuola media che porta il nome di Gandhi.
Io stessa ho conosciuto Gandhi a scuola.
Quello che non sapevo invece (e ho scoperto nel mondo dei blog) era che ha rinunciato a mandare i figli a scuola, non essendo convinto del sistema scolastico vigente, e sua moglie e lui hanno praticato l’insegnamento familiare. Mi piacerebbe saperne di piú (metodo, contenuti, punti di vista); se a qualcuno di voi capita sotto mano qualche dettaglio, sarei contenta se me lo fate sapere.


“…war nie in der Schule”

10. Januar 2010

Nun habe ich also auch das Buch gelesen (Danke füs Leihen, Ilse!). Es ist André Sterns Erfahrungsbericht über sein freies Lernen in Frankreich ohne Schule und bietet eine ausgezeichnete Gelegenheit, den Werdegang eines Menschen in der heutigen Zeit und im heutigen Europa kennenzulernen (André Stern ist etwa in meinem Alter). Die Geschichte ist sehr einfach geschildert und auch Jugendliche könnten das Buch ohne weiters lesen.
Im Unterschied zu uns, die wir unser Homeschooling zumindest im groben Umriss inhaltlich wie gesetzlich vorgeschrieben am öffentlichen Lernplan orientieren (wobei zu sagen ist, dass es nun irgendwie einfacher geworden ist, da die neuen Rahmenrichtlinien vor allem auf das Erreichen von Kompetenzen ausgerichtet sind und nicht mehr so stark nach abzufragendem Wissen), haben die Sterns sich für Unschooling entschieden. Die Bedingungen, die André in seiner Kindheit vorfand, waren meiner Meinung nach auch ohne weiters für diese Methode geeignet: Künstlerinnen und Künstler aller Bereiche (Musik, Malerei, Tanz usw.) sowie ein bunter Freundeskreis, die im Elternhaus ein und aus gingen; regelmäßige Theaterbesuche, Konzerte und Museumsbesuche, mehrsprachige Freunde, die Möglichkeit am Berufsleben des Vaters teilzunehmen (der bekannte Arno Stern) usw. Dazu die rechtlichen Bedingungen, die im Gegensatz zu den Vorschriften in Italien damals keine Prüfungen oder Eignungstests vorsahen.
Allerdings kann man mitunter auch keine strenge Grenze zwischen Homeschooling und Unschooling ziehen. Manche Dinge, wie gemeinsames Kochen, Basteln, Recherchieren, Schreiben, passieren auch bei uns ganz ohne direkte Impulse oder Vorschläge von Seiten der Eltern. Anderes, wie gerade mathematische Inhalte der höheren Stufe (Algebra usw.) , gehen wir Schritt für Schritt gemeinsam durch. Tatsächlich beschreibt auch André Stern, dass seiner Erfahrung nach die Inhalte der Lernmöglichkeiten eine gewisse Grenze haben können.
Besonders angenehm mitzuerleben sind seine Beschreibungen über die Begegnung und die aufrichtigen Beziehungen  zu verschiedenen Menschen, von denen er lernen durfte: etwas, was sie besonders gut konnten, was ihr Beruf oder Hobby war, oder worüber sie besonders gut erzählen konnten…
André Sterns Erfahrungsbericht ist kein Aufruf, die Schule abzubrechen oder zu verdammen, sondern die Erzählung seiner eigenen, glücklichen Kindheit. Er zeigt auf, dass er dadurch, dass er nicht zur Schule ging, keine wesentlichen Dinge des Lebens versäumt hat und dass er sich bestimmt nicht zu einem Sonderling oder asozialem Menschen entwickelt hat.
André Sterns Buch macht Mut – jenseits von der Diskussion um Schule oder Nichtschule -  die eigenen Möglichkeiten neu auszuloten, Vertrauen in die Selbstlernfähigkeiten des Menschen (jeden Alters) zu setzen und die sogenannten schulischen Leistungen nicht in den Mittelpunkt eines Kinderlebens zu setzen, sondern eben das Glück des Kindes beim “selbsttätigem Lernen“, so wie es in der menschlichen Natur liegt.

Così ora ho anche letto questo libro dal titolo (trad.) “…e non sono mai stato a scuola. Storia di un’infanzia felice.” (grazie Ilse per avermelo prestato!). Si tratta del racconto di André Stern sulla sua esperienza d’infanzia in Francia, dove é cresciuto senza andare a scuola. Ha piú o meno la mia etá e per questo la sua esperienza é molto interessante perché non stiamo parlando di chi ha fatto homeschooling duecento anni fa su un altro continente e con chissá quale stile di vita particolare. Il libro é uscito in tedesco (André parla diverse lingue) e su questo sito si trovano molte informazioni, interviste e articoli di giornale in francese, tedesco, inglese, italiano.

A differenza del nostro homeschooling che comunque per la differenza del aspetto giuridico si basa almeno nei punti piú importanti sul programma di scuola previsto dalla legge (e bisogna dire che da quando le nuove linee guida sono finalizzate principalmente al raggiungimento di competenze e non di cose da imparare a memoria, la cosa mi pare piú semplice),  la famiglia Stern ha optato per lo stile Unschooling. Secondo me le condizioni che André ha trovato nella sua infanzia, senza dubbio erano perfette per questo metodo: amici-artisti di tutti i settori (musica, pittura, danza, ecc) che entravano a casa loro a tutte le ore del giorno;  regolari visite a teatro e nei musei, amici plurilingui, la possibilità di partecipare alla vita lavorativa del padre (il famoso Arno Stern, di lui si parla anche qui) e altro. In aggiunta le condizioni di legge francese, a differenza della normativa in Italia, non prevedevano esami di idoneitá o cose simili: potevi semplicemente vivere e imparare dalla vita le cose che la vita ti offre, senza dover rendere conto a nessuno. (Figuriamoci mio marito che si porta dietro i ragazzi sui cantieri – dove naturalmente sarebbe interessantissimo perché é pieno di matematica e fisica – dopo dieci minuti si ritroverebbe giá arrestato e licenziato per aver violato le leggi sulla sicurezza al lavoro e sarebbe anche giusto cosí.)
Tuttavia non sempre si puó disegnare un confine rigido tra Homeschooling e Unschooling. Molte cose, lo sappiamo tutti, succedono senza la necessitá di stimoli o proposte. Altre cose, come la matematica avanzata (algebra), senza il sostegno e un metodo passo-dopo-passo é difficile che “avvengano” (eccezioni a parte). In realtà, André Stern racconta la sua esperienza dicendo anche che le opportunità di apprendimento possono senz’altro avere un certo limite. La prossima domanda dovrebbe essere quella su che cosa é importante imparare, cosa sono le cose che un bambino dovrebbe assolutamente sapere e capire a una certa etá e chi lo definisce; me lo chiedo dopo che la scorsa settimana uno studente 25enne ha dato fuoco alla casa ferendo diverse persone perché gli era venuto in mente di riscaldare il letto mettendo sotto la coperta il fon acceso :(
Particolarmente belle da leggere sono le sue descrizioni di testimonianza degli incontri e delle relazioni sincere con diverse persone di tutte le éta che gli hanno fatto da “maestri” per via dei loro hobby, della professione, di esperienze fatte, di cose che sapevano fare o raccontare bene…
André Stern dichiara apertamente che qui si tratta della sua esperienza (e non si puó fare un discorso generalizzato di scuola o nonscuola) che non é un invito a fuggire dall’istruzione pubblica o di condannarla. La sua “infanzia libera e felice” dimostra che, pur di non essere andato a scuola, non gli mancano le competenze basi per avere successo da adulto (nel lavoro, nello sviluppo sociale ecc.), che non é diventanto una persona strana, eccentrica o antisociale.

Il racconto di André Stern dà il coraggio di esplorare nuove idee nell’ambito privato e della scuola, di avere fiducia nella forza dell’apprendimento individuale naturale, di non mettere il rendimento scolastico (voti e pagelle) al centro della vita di un bambino ma di essere consapevoli che quello che per un bambino conta é di sentirsi amato, accettato, sostenuto nella ricerca di quello che lo rende felice, e di questo fa parte per natura dell’essere umano- lasciando fuori il discorso di scuola o nonscuola – : il voler imparare in modo autonomo, il voler capire, il voler essere capace di fare (self-directed learning).


Wir lesen *** Stiamo leggendo

17. Dezember 2009


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