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35 years old homeschooling mother, teacher of John (13) and Sandro (10), living in South Tyrol (Italy), democratic, loving nature and art.
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17. August 2009 um 04:06 |
I have just read about you and I wanted my son to learn more!
My family is from the tirols, in Trentino, and most of them still live there.
My family has come to America a generation ago, and we are now homeschooling my son, nickolas, who is 12.
Annette
17. August 2009 um 08:10 |
Yes, great!!
2. September 2009 um 14:47 |
Sybille, torno ora da lunghissime vacanze senza (quasi) connessione internet. Ho dato un’occhiata al tuo blog che mi piace molto. Domandina: hai una formazione montessori?
Con calma mi prenderò un po’ di tempo per leggerti meglio.
ciao
marcella
2. September 2009 um 15:03 |
Bentornata dalle vacanze!
No, non ho una vera formazione montessori (non ho fatto né corsi né qualcosa di simile), ma ho collaborato nella nostra (ex) scuola montessoriana e ho avuto la fortuna di poter cosí imparare molto da chi se ne intende.
A presto, ciao
Sybille
25. September 2009 um 12:31 |
Ciao Sybille,
ho „esplorato“ il tuo sito un po’ di volte negli ultimi giorni, e devo dirti che lo trovo estremamente interessante.
Sono la mamma di cinque bambini tra i 3 e i quindici anni e ultimamente sto ripensando in parte il modello educativo adottato finora. Non credo di essere interessata all’homeschooling come pratica da adottare in proprio (almeno per ora…), ma mi rendo conto che l’istruzione scolastica „standard“ rischia di essere tetragona nella sua focalizzazione quasi esclusiva su un certo curriculum di conoscenze, senza riuscire a dare davvero spazio a interessi e talenti personali dei bambini.
In particolare mi piacerebbe poter offrire ai miei figli qualcosa di più e di „parallelo“ alla scuola, senza per questo tentare di infliggere loro una specie di scuola „subdola“ in aggiunta a quella „ufficiale“.
Dei miei figli, devo dire che le due femmine più grandi (15 e 8 anni) hanno avuto esperienze positive nella scuola pubblica. In parte è dovuto a validi insegnanti che abbiamo incontrato, in parte probabilmente a una loro propensione caratteriale.
Abbiamo invece incontrato dei problemi con il terzo figlio (7 anni), il quale in prima elementare si è trovato in una situazione così difficile da spingerci a cambiare scuola e iscriverlo a una privata cattolica. Ora lui pare più sereno (ed era la prima parte dei problemi dell’anno scorso), mentre permane una sua insofferenza, o meglio una „mancanza di passione“ per la scuola e lo studio.
Non parlo di risultati in termini di voti, che sono molto buoni, ma di un reale interesse da parte sua.
Il problema mi affligge perché ho la convinzione che si tratti di un bambino più dotato delle sorelle, dal punto di vista mnemonico e intellettivo. Ma è un bambino scostante, con una certa difficoltà alla concentrazione prolungata e ad affrontare degli sforzi in vista di un obiettivo.
In parte spero che possa migliorare quest’ultimo aspetto attraverso lo sport, in cui risulta chiaro che per acquisire alcune abilità è necessario un serio allenamento. Mi chiedevo però se c’è modo di „rubare“ a voi homeschoolers alcuni trucchi, alcune attività, in modo da poter coinvolgere tutta la famiglia in attività stimolanti.
In particolare come si supera l’eventuale disinteresse di un bambino? Come lo si appassiona alle cose?
Hai qualche suggerimento personale, o qualche riferimento (bibliografico o in internet – ma niente tedesco, solo italiano, inglese e francese, mi raccomando!)?
Mi scuso per essermi dilungata e ti ringrazio.
Un caro saluto
d.
25. September 2009 um 13:33 |
Ciao,
credo di capire perfettamente cosa intendi. Nel raccontare la personalitá di tuo figlio mi é sembrato ricordarmi di John quando ancora frequentava la scuola pubblica (1 e 2 elementare). Posso risponderti soltanto con la mia diretta esperienza. Per attivare un „reale interesse“ é necessario accettare il fatto che, per certe cose, anche se a noi sembrano importantissime, questo interesse non c’é e forse non ci sará mai, anzi é probabile. È inutile cercare di attirare l’interesse del bambino usando metodi „divertenti“ o particolari perché il bambino si rende perfettamente conto che si cerca di manipolarlo in un certo modo (ad esempio fare matematica con i cioccolatini che gli piacciono e che puó mangiare alla fine. Lui per questo non amerá di piú la matematica).
Se c’é una cosa che ho imparato in questi anni (sia in questi di homeschooling sia in quelli di percorso di scuola montessoriana), é che in primis i bambini devono sentirsi amati e accettati cosí come sono. Anche se non sempre é facile. Peró é questa la base. La „mancanza di passione“, come la descrivi tu, per quanto ho letto e visto é un segnale tipico per bambini piúttosto dotati, come scrivi tu (la sensibilitá di una madre…). Se guardiamo le biografie di molti artisti o inventori (da Picasso a Hauptmann a Edison ecc.), troviamo molto spesso un percorso simile. Ecco, il bambino inconsciamente ha la sensazione di perdere tempo su cose che non lo affascinano. Il suo „Io“ vero é proiettato in altre direzioni di cui noi non sappiamo niente o quasi niente. Quello di cui ha bisogno é sentire che ci fidiamo di lui, del suo „progetto interiore“. Gli obiettivi scolastici a questo tipo di bambino in genere non interessano, neppure ama i giochi di „chi é il piú bravo“ anche se non avrebbe difficoltá a „vincere“. La competizione non é il suo caso. Dal punto di vista scientifico spesso questi bambini vengono definiti „underachiever“ (pagina tradotta ted.-ital. qui) Questo é ovviamente il mio modesto parere che nasce solamente dalla nostra esperienza diretta. L’unico consiglio che mi sento di dare é di sostenere il bambino con tutto quello che si puó su quelle cose che lo affascinano (ad esempio se é interessato in insetti, diamogli tutto ció che gli puó servire: libri, film, gite, musei ecc. – innanzitutto il tempo per poter seguire questi interessi „privati“, non guidati), di mostrare autentico interesse per i suoi interessi e non drammatizzare sulle cose della scuola, anzi, dirgli che capiamo che non é piacevole per lui doversi occupare di cose che non lo affascinano (ma fa parte della vita in questo momento). Cosí almeno si sente capito, il benessere emozionale é la base di tutto il resto. So che é difficile accettare che uno, che non avrebbe nessuna difficoltá a farcela con uno sforzo minimo, non arriva forse neppure fare a quello sforzo minimo (e vorremmo dire: se tu soltanto volessi…!), ma non é „colpa“ sua, non lo fa di proposito. Questa „diversitá“ in realtá é un dono, tutto quello che possiamo fare é facilitare il modo che questa energia e questo talente possano uscire, esprimersi, attivarsi (anche se non sappiamo di cosa si tratta). Fiducia. Amore. Tempo. Non avere obiettivi. – So che questo va in senso contrario al metodo di „imparare ad avere un obiettivo, lavorare duro, fare sacrifici, impegnarsi ed arrivare.“
Io penso che se tuo figlio é difficile da appassionare, vuol dire che dentro di sé c’é „qualcosa“ che sa bene cosa vuole e cosa non vuole. Significa anche che il bambino non é facile da influenzare, ha una personalitá forte. Ha dentro qualcosa di grande, un talento, una passione, che prima o poi uscirá, se non verrá seppellito da paura, ansia, senso di inferioritá ed inadeguatezza… Ecco dove possiamo essere utili, a rafforzarlo nel suo senso di „io“. Attivitá stimolanti per tutta la famiglia: tutto ció che vi piace, soprattutto attivitá non-competitive… esplorare la natura, arte, giochi con materiale naturale, leggere tutti i giorni un pezzo di un libro insieme, curare piccoli rituali della famiglia… tutto quello che vi fa star bene insieme, senza obbligo…
Non so se ho potuto esserti d’aiuto. Per riferimenti consiglierei i libri sul metodo montessoriano, perché dá molti spunti per la vita in famiglia e non riguarda solo la scuola, non si tratta in prima linea di materiale didattico ma di modo di vedere i bambini e lo sviluppo, modo di comportarsi, stimoli per cambiare cose piccoli ed avere risultati grandi. Se hai voglia, scrivimi ancora. Tanti auguri, ciao!
28. September 2009 um 10:48
Grazie di cuore, Sybille.
Ho letto e meditato con attenzione le tua parole, e in particolare mi hanno colpito quelle sul benessere emozionale del bambino. Probabilmente io vivo così tanto nella dimensione del „dover essere“, che mi sono un po’ dimenticata di questo aspetto importante della questione. Spero di poter tornare sull’argomento tra qualche tempo, con qualche novità da raccontare, intanto ti saluto e ti ringrazio ancora.
d.
26. September 2009 um 04:42 |
ciao sybille,
anch’io sono contenta di avervi incontrati, cosi’ per caso, navigando on the web.
noi siamo di origini venete, io sono nata a pieve di cadore e mio marito a venezia, poi per lavoro/studio siamo vissuti a milano per molti anni e li sono nati i nostri due bambini. il piu’ grande ha 7 anni e il piccolo 5. in italia non sono mai andati all’asilo, a parte il grande che ha passato 3 giorni in una casa dei bambini (montessori). da subito abbiamo adottato un homeschooling/unschooling senza neppure sapere cosa fossero, senza sapere che esistessero. da due anni per una scelta di vita e di lavoro siamo venuti ad abitare in canada, in ontario a circa 100 chilometri da toronto. qui di homeschoolers ne abbiamo trovati parecchi e cosi’ abbiamo continuato sulla strada che avevamo iniziato a percorrere. devo dirti che molti fanno homeschooling fino alla fine delle superiori, pero’ mi pare che qui i programmi siano parecchio diversi da quelli delle superiori italiane. la cosa che trovo interessante dopo la possibilita’ di gestire il tempo come meglio confa’ ai ritmi della famiglia e’ quello che imparando con liberta’ e senza obblighi i bambini imparano meglio e soprattutto imparano a studiare. capita spesso che mi chiedano cose che non so e insieme ci documentiamo;in questo modo loro stessi comprendono come sia possibile, se veramente si vuole sapere una cosa, la si puo’ imparare vedo anche che difficilmente durante una giornata i bambini non sanno cosa fare, non essendo mai stati abituati a seguire orari o ad avere un insegnante che gli dicesse „ora si fa questo“ sono loro stessi a crearsi gli interessi e a sperimentare . noi abiamo grande ostilita’ da parte di tutti i nonni e dei parenti che pero’ vivono tutti in italia.
caterina
26. September 2009 um 07:47 |
Grazie tantissimo Caterina per aver raccontato questo! Sí qui da noi chi non vive ho ha vissuto questa esperienza é difficile riesca immaginare che imparare (e imparare bene) si possa senza scuola, senza insegnanti, per un diciamo istinto naturale, per la voglia di sapere, provare, capire, esplorare le cose. E che questo rende molto piú facile e piacevole la vita di tutti i giorni, per tutta la famiglia, lontani da stress di competizione e da voti o da ritmi che non ti appartengono. Vedere che in altri posti la cosa é abbastanza „normale“ e frequente e che „funziona“, é sicuramente di grande aiuto. Tanti tanti auguri e a presto!
22. Oktober 2009 um 11:51 |
Hallo Sybille,
deine Website ist einfach grossartig!!!Ich werde 10 Jahre brauchen um das Ganze (Material, Websiten, Lernplaene und so weit) durchzulesen.
Ich bin Italienerin. Meine Tochter, die gerade 2 Jahre alt ist, kann Italienisch und Englisch. Wir fangen gerade mit der Deutschen Sprache an.
Ich wuerde gerne die Homeschooling neben die traditionelle Methoden im Moment noch benutzen. Womit soll ich deiner Meinung nach anfangen? In deiner Website was soll ich zuerst lesen und was fuer Buecher schlaegst du mir vor?
Vielen Dank
Pamela
P.s. Die Arbeit, die du mit deiner Kinder leistest, ist eingach wunderschoen!
22. Oktober 2009 um 12:31 |
Hallo Pamela,
schön dich kennenzulernen! und danke für die Komplimente, das tut gut
Für die Unterstützung des Deutschlernens empfehle ich dir, auf meiner Seite den Bereich „Sprachen“ anzusehen. Hier gibt es Beispiele von vielen Wort-Bild und -Geschichtenspielen, die bestimmt auch schon einem ein 2jähriges Kind Spaß machen, wie z. B. hier und hier und hier.
Auch eine ABC-Tasche mit „deutschen“ Inhalten ist bestimmt lustig zum Wörter-Üben. Einige Hinweise gibt es auch hier.
Viel interessantes Material und Spiele zum Downloaden finden sich auf dieser Seite .
Was Bücher für deine Tochter betrifft, würde ich dir raten, am besten nach ihren Interessen zu gehen. Es macht auch viel Spaß, Bücher selbst herzustellen (Bild mit Wort). Hilfreich beim Sprachelernen sind auch Audio Books. Kennst du schon die Seite Bilingue per Gioco? Eine Fundgrube an Ideen und Ratschlägen…
Viel Spaß!
29. Oktober 2009 um 18:31 |
Vielen Dank!!!
Kann ich dich noch um etwas bitten? Ich wuerde gerne eine deutsche Spielgruppe in Cagliari machen und ich habe gesehen dass eine Frau von Cagliari dir eine Email geschrieben hat.
Ist es moeglich, dass du Sie fragst, ob Sie Interesse an einer solchen Gruppe hatte? Eine deutsche Spielgruppe in Cagliari aufzubauen, scheint schwieriger zu sein, als ich mir dachte…
Vielen Dank! Und noch Bravo fuer die Arbeit die du mit dieser Website und mit Homeschooling leistest.
Pamela
26. Dezember 2009 um 16:04 |
hallo sybille,
es hat mich heute richtig gefreut deine seite gefunden zu haben.
deine einträge sind kreativ und interessant.
ich würde gerne wegen ein paar fragen per e-mail mit dir in verbindung treten. mich würde sehr interessieren wie es in italien mit dem homeschooling läuft.
es würde mich sehr freuen von dir zu hören.
a.e.darosa@web.de
sonnige grüsse
ania