Educazione Civica in diretta *** Politische Bildung hautnah erlebt

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Heute haben wir alle eine Lektion in Dingen Politische Bildung erhalten. Es begann damit, dass wir uns eigentlich bei den Volksabstimmungen beteiligen wollten. Doch: um 8,30 Uhr war der Wahlsitz noch geschlossen, weil die Vorbereitungen (Abstempeln der Stimmzettel) noch nicht abgeschlossen waren! Entsetzt stürmten wir in die Gemeinde um zu protestieren. Glücklicherweise kam dann noch der Maresciallo der Carabinieri hinzu, der unsere Anzeige aufnahm. Danach informierte ich die Medien und auch Bekannte in anderen Orten (damit sie die reguläre Öffnung der Wahllokale überprüften); leider gab es mehrere Gemeinden, bei denen es erst nach 9 Uhr möglich war, abzustimmen.
Lektion 1: Wenn etwas nicht mit rechten Dingen zugeht, nicht einfach hinnehmen, sondern laut aufschreien!

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Später versuchten wir es nochmal, und diesmal klappte es. Wir haben abgestimmt!
Lektion 2: Mach von deinem Abstimmungsrecht Gebrauch, egal wie umständlich es ist.

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Danach informierten wir uns beim zuständigen Landesamt. Tatsächlich liegt das Problem an einem unsinnigen Gesetz, welches vorsieht, dass die Wahlhelfer erst um 6 Uhr eintreten dürfen und dann zuerst alle Amtshandlungen abschließen müssen, bevor die Bürgerinnen und Bürger von ihrem Stimmrecht Gebrauch machen dürfen. Das ist normalerweise bei Wahlen kein Problem: um die Wahlzettel für alle Wahlberechtigten abzustempeln, benötigen die Wahlhelfer eine halbe Stunde. Diesmal handelte es sich aber um Volksabstimmungen, das heißt für jeden Wahlberechtigten brauchte es 5 gestempelte Stimmzettel! Und jeder Wahlsitz bekommt nur einen einzigen Stempel zur Verfügung. Daher dauerte es 5 mal eine halbe Stunde. Deshalb wurden die Personen, die vor 9 Uhr abstimmen wollten, wieder weggeschickt. So etwas hat es noch nie gegeben!
Lektion 3: Überprüfe die rechtliche Lage und versuche zu verstehen, wo das Problem liegt, wie es behoben werden könnte und vor allem wer dafür verantwortlich ist.

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Abschlussfrage: Um das Recht der Bürgerinnen und Bürger zu gewährleisten, zu vernünftigen und bisher gewohnten Uhrzeiten (zwischen 7 und 22 Uhr) abstimmen zu können, hätte es nur einer früheren Vorbereitung der Amtshandlung (sprich: Abstempeln) gebraucht. Wie wir wissen, ist die derzeitige Landesregierung nicht daran interessiert, dass das Quorum von 40 % erreicht wird, und hat daher wohl auch kein Interesse, dass das Abstimmen erleichtert wird. Bei politischen Wahlen würde es wohl nicht passieren, dass Wahlberechtigte unverrichteter Dinge wieder heim gehen müssen. Wäre es zu viel verlangt, die Sache mit einem bißchen Mehr an Hausverstand zu organisieren?

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Oggi abbiamo ricevuto una lezione in materia di educazione civica.
Tutto è cominciato quando abbiamo voluto partecipare al referendum provinciale. Ma alle 8,30 il seggio elettorale non era ancora aperto perché i preparativi (timbratura delle schede) non erano conclusi! Sbalorditi ed arrabbiati ci siamo precipitati in Comune per protestare. Per fortuna é arrivato anche il maresciallo dei carabinieri, che ha annotato la nostra segnalazione. Poi ho informato i media e gli amici in altri comuni (affinché controllino l’apertura regolare dei seggi), ma purtroppo in diversi luoghi per lo stesso problema le persone hanno potuto votare solo dalle 9 in poi. Una cosa cosí non c’é mai stata!
Lezione 1: Se c’é qualcosa di strano, se non riesci a votare, fatti sentire, segnalalo!

In seguito abbiamo riprovato a votare piú tardi e questa volta ha funzionato.
Lezione 2: fai comunque uso del tuo diritto di voto, anche se devi tornare al seggio piú volte.

Poi ci siamo informati presso l’ufficio competente della provincia. In realtà, il problema di fondo sta in una legge assurda, che stabilisce che gli addetti ai lavori per la preparazione delle votazioni non possono entrare prima delle 6 e devono quindi completare tutti gli atti ufficiali prima che i cittadini possano esercitare il loro diritto di voto. Il timbro di solito non è un problema per le elezioni: ci vuole mezz’ora e di solito verso le 7 si inizia a votare.Ma questa volte per il referendum c’erano 5 quesiti e perció 5 schede da timbrare (e solo 1 timbro a disposizione!) e perció significa aspettare mezz’ora cinque volte. Ecco perché i seggi sono stati aperti al pubblico solo verso le 9!
Lezione 3: Verifica la situazione giuridica e prova a capire dove sta il problema e chi ne potrebbe essere il responsabile.

Domanda di chiusura: Al fine di garantire il diritto dei cittadini a votare in un orario „normale“ come si é abituati (tra 7 e le 22), sarebbe stato necessario solo fare due conti per capire che per timbrare 6000 schede anzicché 1200 ci vuole piú tempo e che sarebbe stato meglio iniziare alle 4 di mattina oppure il giorno prima, con i preparativi, no? Come sappiamo, l’attuale governo provinciale non è interessato  che il quorum del  40% venga raggiunti,e quindi probabilmente non ha interesse a facilitare il voto referendario. Durante le elezioni politiche una cosa cosí non sarebbe mai e poi mai accaduta: mandare a casa la gente perché le schede non sono timbrate? ma figuriamoci.  Un po‘ di buon senso, no…?


4 Antworten zu Educazione Civica in diretta *** Politische Bildung hautnah erlebt

  1. estrellazul sagt:

    caspita, che situazione !!!! per fortuna ci sei te che tieni duro e che fai pensare anche attraverso post come questi. Non voglio criticare la situazione, io sono all’estero e non posso che appoggiare chi è rimasto a lottare contro una situazione sempre più assurda e di facciata, che ormai sta diventando un cancro morale, non solo politico

    • Sybille sagt:

      Pensa che se i quesiti di referendum non erano 5 ma 20 (in teoria avrebbero potuto esserlo), gli addetti ai lavori erano ancora lí il „giorno dopo il referendum“ a timbrare. Ecco cosa succede quando chi fa le leggi non coinvolge le persone che ci lavorano direttamente. Il bello é che i responsabili della provincia non intendono fare niente che questa situazione cambi in futuro, l’ho appena sentito alla radio…

  2. Sara sagt:

    Accidenti, che roba. Non sapevo del vostro referendum, ma mi sembra strano che queste cose succedano in Alto Adige. Sarà uno stereotipo, ma noi delle regioni non a statuto autonomo (io sono di Bologna) riteniamo che lì sia sempre tutto perfetto e organizzato (quasi come qui in Svizzera, dove vivo ora). Sarà proprio che non avevano interesse a far andare la gente a votare..

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