Don’t read it, if…

Warnung: Dieses Buch nicht lesen, falls nicht die Möglichkeit besteht, dass man neue (Bildungs)wege gehen möchte. Hätte ich das Buch früher in die Hände bekommen (1809, als ich noch nichts von der Möglichkeit des Homeschooling wusste), wäre ich daran verzweifelt…

Attenzione: Non leggete questo libro se non volete (forse) cambiare idea sul percorso scolastico dei vostri figli. Se avessi letto questo libro 10 anni fa quando ancora non sapevo nulla dell’esistenza del homeschooling, mi sarei disperata.

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„Dumbing Us Down“ von John Taylor Gatto habe ich gestern gelesen (Danke Ilse für das Leihen!). Ich hatte schon vorher oft über diesen Autor, einen amerikanischen Lehrer, gehört und gelesen. Über seine teilweise sehr provokante und ironische Schreibweise kann man geteilter Meinung sein, doch alles, was er am Bildungssystem kritisiert, ist eigentlich das, was ich selbst direkt erlebt habe und weiterhin erlebe. Ich bin fürwahr keine Anhängerin von -ismen, sondern gehe am liebsten von eigenen Beobachtungen aus (hat uns das nicht Frau Montessori beigebracht? Beobachten, beobachten, beobachten?). Gefallen an diesem Werk von Gatto hat mir vor allem der Ansatz, dass Kinder weniger Schule und mehr Zeit brauchen, in der sie einfach sie selbst sein können, frei erkunden, erforschen, spielen, am Alltag teilnehmen (früher „Kindheit“ genannt), und dass ihr Bedürfnis nach Zuneigung, Anteilnahme und aufrichtiger Beziehung zu Erwachsenen (früher „Familie“ genannt) nicht in Strukturen und Institutionen (genannt „Schule“) erfüllt werden kann. Mit einem schönen Vorwort – in der deutschen Fassung –  von Dagmar Neubronner (Autorin von „Die Freilerner„). Eine Leseprobe gibt es hier.
Übrigens: wie Gatto kritisiere auch ich das“ System“ und nicht die vielen engagierten Lehrerinnen und Lehrer, die leider oft am System anecken (was auch Gattos persönliche Erfahrung war). Meine größte Bewunderung gilt jenen Lehrern und Lehrerinnen, die das Möglichste tun, um Kindern ein positives Lernen zu ermöglichen, trotz „System“. Es sind jene Art von Personen, an die sich die Kinder ihr Leben lang erinnern werden.
Wenn du das Buch auch gelesen hast, hinterlasse bitte ein Kommentar, ich bin neugierig auf andere Meinungen.

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Ieri sera ho letto Dumbing Us Down di John Taylor Gatto in lingua tedesca (Grazie Ilse per avermelo prestato!) Non ho trovato la versione in lingua italiana in internet. Ehi, c’é qualcuno che lo vuole tradurre?
Avevo sentito spesso parlare di questo autore, un insegnante americano. Forse il suo stile pare un po‘ provocatorio e ironico, ma devo ammettere che tutto quello che ha criticato nel sistema educativo pubblico (detto scuola), é quello che io stessa ho vissuto e constatato. Non sono una sostenitrice di
-ismi, ma preferisco sempre l’esperienza e il confronto diretto (non é stata la Signora Montessori ad insegnarci che dobbiamo innanzittutto osservare-osservare-osservare?). Ció che di questo libro mi é piaciuto particolarmente é quando Gatto torna in continuazione sul fatto che i bambini hanno bisogno di meno scuola e di più tempo per esplorare, essere semplicemente se stessi,  giocare, partecipare alla vita di tutti i giorni (precedentemente chiamata „l’infanzia“),  e che il loro bisogno di affetto e di rapporti sinceri con gli adulti (in precedenza „famiglia“) nelle strutture e le istituzioni (ad es. „scuola“) non possa essere soddisfatto.

Per inciso, sono dalla parte di Gatto nel criticare il „sistema“ e non i molti insegnanti che dedicano la loro passione, il loro tempo e la loro pazienza all’insegnamento, e che purtroppo spesso soffrono dei limiti del sistema (che è stata anche l’esperienza personale dell’autore). La mia più grande ammirazione va a quei docenti e gli insegnanti che danno il loro meglio per dare ai bambini la possibilitá di un apprendimento positivo, nonostante le difficoltá del „sistema“. Queste sono le persone delle quali i bambini si ricorderanno per tutta la vita.
Se avete letto il libro, vi prego di lasciare un commento, sono curiosa di conoscere altre opinioni.

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Teach Your Own. Die gute Ilse hat mir auch dieses Buch von einem anderen John, nämlich John Holt, geliehen. Auch von diesem Autor habe ich bereits gelesen und gehört, nun ist endlich das Buch dran. Letzte Woche war übrigens Jesper Juul in Bozen; ratet mal, wovon er gesprochen hat… Im Grunde sprechen so viele Wissenschaftler und Wissenschaftlerinnen, Pädagoginnen und Pädagogen und viele andere mehr, von der Notwendigkeit das Bildungssystem ändern zu müssen, doch es passiert nichts. Passiert nichts? Nun, in Amerika werden die Homeschooler mehr und mehr. Ich glaube, dass dies schlussendlich auch Auswirkungen auf das Bildungssystem haben muss. Es waren immer einige Wenige, die neue Wege gegangen sind – erinnert ihr euch noch an die ersten Verrückten, die ihren eigenen Strom mit Sonnenkraft produziert haben? Heute reißen wir uns alle um Solarzellen und auf öffentlichen Gebäuden gehört das bereits zum Standard. Es gibt Hoffnung. Nur, ich will nicht so lange warten. Ich gehöre zu den Verrückten, die vorausgehen. Ich weiß nicht, wohin der Weg führt, doch ich sehe, dass er interessant und aufregend ist. Wenn du nur in die Fußstapfen anderer trittst, wirst du nie deinen eigenen Weg finden.

Ich hoffe, niemanden zu  nahe getreten zu sein. Ich möchte nicht, dass jemand sich von mir kritisiert fühlt, weil seine oder ihre Kinder die öffentliche Schule besuchen. Es handelt sich bei diesem Artikel schlicht und einfach um meine Meinung, die ich in vielen anderen Meinungen – wie jene von John Holt, John T. Gatto oder Jesper Juul – bestätigt finde.
Wünsche euch einen schönen Freitag!

Teach Your Own. L’amica Ilse mi ha prestato anche questo libro di un’altro John – John Holt.  Anche di questo autore avevo giá letto e sentito, ora é il turno del libro. La scorsa settimana Jesper Juul é stato a Bolzano. Indovinate di cosa ha parlato… Insomma sono cosí tanti gli scienziati, educatori e insegnanti e molti altri che continuamente ribadiscono la necessità di dover cambiare il sistema di istruzione; ma non succede nulla di concreto. Non succede nulla? Beh, in America, gli homeschoolers sono in aumento, in Italia mi pare anche. Credo che questo avrá in definitiva un impatto sul sistema di istruzione. Sono sempre state poche persone ad iniziare con i cambiameni, ad andare avanti, e altri che poi hanno seguito loro perché era fin troppo evidente che era quella la strada da fare. Vi ricordate i primi pazzi che hanno prodotto l‘ elettricità con l’energia solare? Oggi tutti noi vogliamo le celle solari per produrre energia in modo autonomo, e sugli edifici pubblici é già la norma. C’è speranza dunque. Solo che per quanto mi riguarda, io non voglio aspettare così a lungo. Io sono una di quei pazzi che va avanti, e ne sono fiera. Non so dove il sentiero ci conduce, ma vedo che il percorso è interessante ed emozionante, ci piace, ci convince. Se metti i tuoi piedi solo nelle orme degli altri, non troverai mai la tua strada.

Spero che ora nessuna e nessuno di voi si senta criticato da parte mia solo perché i suoi figli frequentano la scuola pubblica. Non é quella la mia intenzione. Questo articolo rispecchia solo una mia opinione che vedo confermata da molte altri opinioni come appunto quelli di John Holt, John T. Gatto e Jesper Juul. – Buon venerdí!

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15 Antworten zu Don’t read it, if…

  1. Daniela B. sagt:

    Sybille,grazie per la tua stupenda cartolina🙂 il disegno mi piace moltissimo..a presto la mia arriverà anche!
    ciao Daniela

  2. Micha sagt:

    Wirklich interessant! Leider geht in Deutschland derzeit der Trend zu immer mehr Schule, am liebsten ganztags (!), was ich doch sehr kritisch sehe. Vor drei Jahren habe ich mal eine Zeitlang in der Ganztagsbetreuung der Grundschule mitgearbeitet und fand es doch ganz schön hart für die Kleinen,so einen ganzen langen Tag unterwegs sein zu müssen. Klar bekommen sie dort gutes Mittagessen, machen ihre Hausaufgaben und spielen. Aber das ist anders als zu Hause. Sie sind (finde ich) nicht wirklich frei! Das Buch von John Holt interessiert mich sehr, werde mal schauen, wo ich es bekomme!
    LG, Micha

  3. Eleonora sagt:

    Ciao, Sybille!
    Molto interessanti sia il post che le segnalazioni. Ho conosciuto il mondo dell‘ homeschooling italiano grazie al tuo blog (quello spagnolo lo conoscevo perche‘ qui, anche per motivi politici, credo, si fa e se ne parla di piu‘) e lo trovo davvero interessante.
    Probabilmente pecco di ingenuita‘, ma io non percepisco la scuola „extra-famigliare“ e quella famigliare come due fazioni, due mondi contrapposti in cui l’uno debba necessariamente escludere o „fare la guerra“ all’altro (penso all’immagine provocatoria che hai messo in questo articolo :-)). Mi spiego meglio. Ormai in tutta Europa sono diffuse scuole che propongono metodi educativi „alternativi“ che prevedono classi con numero di bambini ridotto e programmi costruiti sull‘ individualita‘ del bambino, oltre che il coinvolgimento diretto e attivo dei genitori. E la‘ dove non sia possibile frequentare questo tipo di scuola, nessuno vieta che a casa -o organizzandosi in gruppi di genitori- si possa integrare con un programma piu‘ ricco e a misura di bambino „dialogando“ con la scuola, prendendo cosi‘ il lato positivo di entrambi i metodi e neutralizzando il lato negativo degli stessi.

    Per quanto riguarda il „sistema“ credo sia molto difficile cambiarlo data la sua forte funzione sociale di alibi-capro espiatorio della nostra inadeguatezza🙂 conosco molti genitori (e lo dico senza nessun intento critico, ognuno cresce i propri figli come puo‘ e come meglio crede) che considerano la scuola dei propri figli come un buco quantico, in cui il bambino entra alle 9,00 ed esce alle 14,00 parlando con gli insegnanti 2 volte all’anno, restando del tutto estranei ai programmi didattici, alle attivita‘ che vi si svolgono, e una volta a casa, sbrigata la „noia“ dei compiti, delegano a computer, televisione, babysitter il compito di intrattenere i loro figli, salvo poi lamentarsi del „sistema“ per gli scarsi risultati o per abbandono precoce degli studi. Il sistema, ne sono convinta, risponde ad una domanda maggioritaria reale. Sara‘ possibile cambiarlo solo quando esistera‘ una massa critica pronta ad interrogarsi e rivedere attivamente il proprio rapporto con l’educazione. E questo blog e‘ uno spunto molto utile per iniziare a porsi delle domande!
    Buon fine settimana🙂
    Eleonora

    • Sybille sagt:

      Ehi, ciao! Per un momento non ti ho riconosciuta🙂
      Grazie per il tuo commento. Purtroppo non dappertutto esistono scuole che seguono metodi „alternativi“. Ad esempio a Bolzano, la cittá piú grande di questa provincia, esiste una scuola che ha una sezione con metodo Montessori (anche se secondo me si fa presto a dire Montessori – si tratta sempre di classi che seguono un rigido programma, tutto bambini della stessa etá eccetera, Montessori aveva tutt’un’altra visione), c’era talmente tanta richiesta che hanno dovuto fare a sorteggio per decidere quali bambini potevano iscriversi. Le pochissime scuole private chiedono moltissimo (circa 250 euro al mese). Oltretutto conta anche l’aspetto geografico – dipende da dove abiti, mica puoi portare il figlio ogni giorno a 60 km di distanza in giro per le valli. Il Homeschooling da noi é una cosa assolutamente „esotica“, tanti sono i genitori con cui ho avuto modo di parlarne che vorrebbero provare ma temono di non essere capaci, oppure che non hanno la possibilitá tecnica (lavoro) o lo spazio (in un piccolo appartamentino di cittá magari il discorso davvero diventa un po‘ complicato). Come ho giá raccontato un’altra volta, la Germania continua a vietare il homeschooling, perció anche in questo paese non si puó scegliere liberamente.
      Non sono d’accordo sul fatto che il sistema risponde a una domanda reale. Credo sia viceversa: é normale che mandiamo i bimbi a scuola e gli anziani in casa di riposo, mentre noi lavoriamo tutto il giorno. Senza chiederci se é questo che vogliamo. (Ops, sono di nuovo polemica, dev’essere l’effetto collaterale del libro di Gatto). Si fa perché lo fanno tutti e perché non abbiamo visioni di un’altro tipo di vita, non ci sono sostegni per un’altro stile di imparare, di vivere e di lavorare. Sono convinta che con una scelta politica come il „Grundeinkommen“, cioé lo „stipendio di base“ al cui hai diritto dal momento in cui nasci a prescindere quale tipo di lavoro fai o se non lavori eccetera (non entro nei particolari, é un tema molto ampio, di cui attualmente si discute in Germania, in Austria, in Svizzera e in Alto Adige; in altri posti non lo so) qualcosa potrebbe cambiare anche su questi mondi: sul mondo dei bambini, dell’istruzione, degli anziani, della sanitá ecc.

  4. U.Anne sagt:

    Ich habe das Buch von John Taylor Gatto gelesen, finde es großartig und (leider) auch für das deutsche Schulsystem zutreffend. Vor allem im ersten Kapitel (Die sieben Lektionen des Lehrers) bringt Gatto knallhart auf den Punkt, was in den Schulen eigentlich gelehrt wird: Verwirrung, gesellschaftliche Schichtung, Gleichgültigkeit, emotionale Abhängigkeit, intellektuelle Abhängigkeit, labiles Selbstbewusstsein, „Man kann sich nicht verstecken“. Alles, was Gatto hier beschreibt, kann ich aus eigener Schulerfahrung und aus der Erfahrung mit meinen beiden Schulkindern bestätigen. Leider ist für deutsche Eltern der Ausweg Homeschooling auf legalem Weg nicht möglich und so hat das Buch bei mir noch mehr (berechtigten!) Zorn auf das Regelschulsystem hinterlassen.
    Von John Holt kenne ich das Buch „Aus schlauen Kindern werden Schüler“ – kann ich auch sehr empfehlen.

    • Sybille sagt:

      Hm, ja, ich stehe auch noch unter dem Eindruck des Buches. Obwohl ich, wie gesagt, dieselben Schlüsse gezogen hatte; aber diese Dinge einmal ganz klar definiert präsentiert zu bekommen, ist nochmal etwas anderes. Ich finde einfach, dass Vieles in die falsche Richtung geht. Umgang mit Kindern, Bildung, Ernährung, Wirtschaft, aber auch der Umgang mit älteren Menschen und kranken Menschen. Ich spreche schon jetzt oft mit meiner Mutter darüber, wie wir als „Golden Girls“ unseren Lebensabend in einer alternativen Wohngemeinschaft oder so ähnlich leben wollen, auch wenn man so etwas natürlich nicht planen kann, aber es ist nie früh genug für Visionen.🙂

  5. Eleonora sagt:

    Sono ancora io Sybille🙂, spero di non essere pesante!
    Riprendo dal tuo post:
    „Non sono d’accordo sul fatto che il sistema risponde a una domanda reale, credo sia viceversa: é normale che mandiamo i bimbi a scuola e gli anziani in casa di riposo, mentre noi lavoriamo tutto il giorno. Senza chiederci se é questo che vogliamo(…)Si fa perché lo fanno tutti e perché non abbiamo visioni di un’altro tipo di vita,non ci sono sostegni per un’altro stile di imparare, di vivere e di lavorare“.
    Credo che qui la questione sia un po‘ come quella se e‘ nato prima l’uovo o la gallina🙂, probabilmente non esiste una causa effetto evidente, ma domanda e offerta si condizionano reciprocamente costantemente.
    Sono molti anni che sono via dall’Italia e ammetto di non conoscere bene la situazione attuale li‘, quindi il mio e‘ un discorso generico (forse un po‘ influenzato dalla cultura svedese), ma credo che comunque, pur lavorando tutto il giorno e non avendo sostegni economici, si possa trovare il tempo di porsi delle domande sulle proprie scelte personali e sulle scelte collettive. Non conosco la situazione negli USA, ma non credo al mito della vita frenetica che annienta la volonta‘ e il giudizio critico dell’individuo. Inoltre oggi abbiamo la possibilita‘, senza investire troppo denaro e tempo, di procurarci informazioni e „visioni“ di stili di vita alternativi e valutare delle soluzioni alternative realistiche. La questione e‘: ci sono davvero persone sufficientemente numerose ed interessate a migliorare la qualita‘ dell‘ educazione pubblica affinche‘ si possa preparare il terreno per un cambiamento concreto? O e‘ solo il problema di una nicchia ristretta di persone le cui priorita‘ non coincidono con quelle della maggioranza della collettivita‘?
    Sono solo riflessioni, spero di non sembrare polemica, anche perche‘, ormai, l’hai capito che se fosse per me ti farei ministro dell’educazione😀

    • Sybille sagt:

      Grazie Eleonora per il tuo commento. Forse hai ragione tu, non lo so. Io ovviamente le cose le vedo prima di tutto dal punto di vista di qui, cioé piccolo paese di piccola provincia, mi manca la tua esperienza di aver vissuto direttamente paesi e culture diverse. Grazie per avermi nominata per il ministero…🙂

  6. Flavia sagt:

    Ciao, non ho letto il libro di Gatto,però sono almeno un paio di anni che ho un suo link fra i miei preferiti, non ho tempo di rileggermo in questo momento ma ricordo di averlo trovato estremamente interessante ‚eye-opener‘. Ti lascio il link
    http://www.johntaylorgatto.com/historytour/history1.htm
    e mi riprometto di rileggermelo anche io nel weekend.
    Se trovo il libro in Inglese mi cimenterei volentieri in una traduzione, magari delle parti più salienti.

    Buon weekend a tutti voi !

  7. Flaviap sagt:

    Ciao Sybille

    grazie mille per i tuoi spunti interessanti. „Teach Your Own“ era sulla mia lista di libri da leggere, ma l’altro non lo conoscevo. Devo ammettere di avere un po‘ di paura a leggerli… Già sono abbastanza scoraggiata dal sistema scolastico pubblico che ho appena iniziato a conoscere mandando mio figlio alla materna. Pensa che ho da poco scoperto che all’asilo gli fanno vedere i cartoni animati e non so nemmeno come fare ad esprimere il mio disappunto su questo argomento senza passare per un’estremista rompiscatole. Sto cercando di riorganizzare il mio lavoro per avere più pomeriggi liberi, ma non è sempre facile.
    Nel tuo commento leggo del „Grundeinkommen“. Non ne avevmo mai sentito parlare, ma credo di intuire di cosa si tratti, cercherò di approfondire, anche se per l’italia credo che sia abbastanza utopico.
    Idealmente a me piacciono molto le scuole Waldorf (molte idee cerco di applicarle a casa), ma purtroppo dove abito io non c’è niente a ragionevole distanza. Stesso discorso per le scuole Montessori. L’homeschooling mi affascina, ma credo che non riuscirei a farcela soprattutto per la questione lavoro. Non mi resta che la scuola pubblica, ma ogni giorno ho sempre più timore di esserne sopraffatta. Ovvero ho paura di non riuscire a controbilanciare gli aspetti negativi della „scuola“ ufficiale con quello che facciamo e impariamo a casa, con le nostre idee.

    Ein schönes Wochenende!
    Flavia

    • Sybille sagt:

      Grazie Flavia per il tuo commento!
      C’é sempre un po‘ di spazio tra quello che si vorrebbe e quello che é possibile fare, é cosí anche per me su molti aspetti. Ma giá chiarsi le idee, confrontare aspetti diversi e valutare se é possibile andare nella direzione che si pensa sia quella piú giusta almeno a piccoli passi, é giá una grande cosa. Spesso, scegliere in quale direzione andare e pensare é addiritura piú importante di arrivare alla meta (In fondo é il motto di questo blog: La meta non é un luogo ma un modo di vedere le cose). Sai, credo che dobbiamo rivalutare il potere dei pensieri, il potere che il Pensare ha su di noi ma anche sugli altri…
      Sul „Grundeinkommen“ torneró piú avanti.
      Davvero non riesco a credere che all’asilo fanno vedere i cartoni animati… È la prima volta che lo sento!
      Se scegli di leggere quei libri, fammi sapere cosa ne pensi.
      Auch dir ein schönes Wochenende!

  8. silvia sagt:

    Sono COMPLETAMENTE d’accordo con te.. Mai camminato sulle orme degli altri e quando l’ho fatto.. aiuto, rischiavo sempre di cadere.. Questo sentiero dell’homeschooling lo sento molto mio.. Speriamo che anche i miei figli lo siano. Un abbraccio

  9. rosita sagt:

    Grazie Sybille per questo post,
    è un po‘ di giorni che non guardo il blog e sono un po‘ indietro.
    Comunque questo post l’ho trovato interessante e ricco di spunti di riflessioni anche per me che come sai sono molto distante non come pensiero ma come realtà sull’applicazione di un tale metodo.
    Ma credo che informarsi e leggere di cose che si trovano interessanti anche se magari poi non è detto che si pratichino, non fa male, anzi.
    Io sono molto negata con le lingue non hai qualche titolo in italiano sull’argomento?
    ecco la solita ignorante!!!!
    grazie
    buona serata

    • Sybille sagt:

      Ciao, …mumble mumble in italiano? Mi dispiace ma non te lo so dire… ti consiglierei di chiedere in libreria se ci sono dei libri di John Holt in versione italiana, ecco…
      E puó darsi che ci sia qualche consiglio di lettura qui, non ho ancora sfogliato tutto il sito🙂 ma va sempre in questa direzione mi pare.

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