Abstract and crazy – or not?

Zu den im staatlichen Lernplan vorgesehenen Kompetenzen gehört auch das Leseverständnis. Dies wird bei Prüfungen dadurch ermittelt, dass dem Kind ein Text vorgelegt wird, zu welchem anschließend Fragen beantwortet werden müssen. Oder das Kind muss einen gelesenen Text nacherzählen. Einfach? Schwierig? Versucht es doch mal mit dieser Geschichte:

„Zweibein saß auf Dreibein und knabberte an Einbein. Da kam Vierbein und nahm nach einem kurzen Kampf dem Zweibein das Einbein weg. Da griff sich Zweibein das Dreibein und drosch damit auf Vierbein ein, bis Vierbein das Einbein losließ und davonlief. Nun hatte Zweibein sein Einbein wieder.“

Die Geschichte hat mir Bernd, der netteste Soziologe und Gesellschaftsforscher den ich kenne, vor vielen Jahren erzählt. Wenn man die Geschichte erzählt bekommt, ist es noch schwieriger – nein, fast schon unmöglich – mit dem Nacherzählen!

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Fra le competenze da raggiungere dal bambino, previste dal programma scolastico, c’é la comprensione della lettura. Per la verifica i bambini devono leggere un testo e rispondere a delle domande. Oppure dopo aver letto una storia la devono ripetere con proprie parole. Facile? Difficile? Provate voi stessi con questa piccola storia:

„Bipede era seduto su Tripede e rosicchiava Monopede. Improvvisamente arrivó Quadrupede, tolse Monopede a Bipede e scappó. Ma Bipede lo raggiunse, prese Tripede, lo scaraventó addoso a Quadrupede e si riprese Monopede.“

Questa storia me l’ha raccontata anni fa il mio amico Bernd, il sociologo e ricercatore culturale piú simpatico che conosco.🙂 La faccenda diventa ancora piú complicata se la storia non la si legge, ma si ascolta soltanto! (Ladies, provate stasera con i vostri mariti, come storia-di-buonanotte…)


John und Sandro haben kein Problem mit dieser Geschichte. Sie kennen nämlich den Schlüssel, der die verwirrende Darstellung auf einmal in einem klaren Licht erscheinen lässt:
Zweibein ist der Mensch.
Einbein ist der Hühnerschenkel.
Dreibein ist der Hocker.
Vierbein ist der Hund.

John e Sandro non hanno nessun problema con questa storia, perché loro conoscono la chiave necessaria per „tradurrla“. Dunque:
Bipede é una persona.
Monopede é una coscia di pollo.
Tripede é lo sgabello.
Quadrupede é il cane.


Ist das nicht lustig? Ist es nicht faszinierend, wie unser Gehirn mit Informationen umgeht?
Die beiden Bilder entstanden heute im Zusammenhang mit dieser Geschichte – einmal in abstrakter Version (John), einmal entschlüsselt (Sandro).

Non é divertente? Non é affascinante osservare come il nostro cervello lavora con le informazioni?
I disegni qui riportati fanno riferimento a questa storia, una volta in versione astratta (John), una volta in versione „tradotta“ (Sandro).


3 Antworten zu Abstract and crazy – or not?

  1. Mister K sagt:

    Ich kenne die Geschichte natürlich bereits.
    Man wird ja Abends beim Abendessen natürlich mit solchen Fangfragen geprüft. Und zur allgemeinen Belustigung bestehe ich die Prüfung meist nicht🙂
    Zu den Bildern die heute entstanden sind … sehr schön, beide!
    Das Bild von John ist „sehr beeindruckend“, auch wenn die Schattendarstellung nicht exakt stimmt.
    Da es sich um ein „abstrakten Bild“ handelt, kann man ja davon absehen … dennoch, die Schatten …
    Ist das Vierbein nicht Indy?

  2. Rosalba sagt:

    Non so se è facile o difficile … è proprio di questi giorni una mia riflessione su come i bambini leggono cogliendo il senso generale e non si soffermano sui particolari.
    A volte per comprendere se hanno capito quanto letto chiediamo loro di definire i particolari (che neppure noi ricordiamo) e ne desumiamo che il bambino non ha colto il significato di quanto letto.
    Ma siamo sicuri che non ha capito la lettura? verificare la competenza di lettura con domande sui particolari è giusto?

    Un saluto
    Rosalba

    • Sybille sagt:

      Bella riflessione, domande interessanti. Spero ne farai un post sul tuo blog.
      Per quanto mi riguarda, per verificare, preferisco le domande tipo „E tu cosa ne pensi del fatto che…“, „Ma non sembra anche a te che…“, „tu invece cosa avresti fatto“. Anche in questo modo si riesce a capire se (o in quale misura) la lettura é stata capita; il modo é forse meno diretto ma piú interessante perché dá nello stesso tempo spazio a riflessioni e discussioni. Almeno questo é quello che mi sembra di osservare. (Vale per le letture di madrelingua, sulle altre lingue lavoriamo anche noi con il sistema „Di che colore era il vestito di Mrs Bird?“)😉

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