Come one, let’s write!

Das hat heute Opa mitgebracht. Mit italienischer Tastatur, es gibt einige Unterschiede zur gewohnten deutschen am PC. Seit einer halben Stunde höre ich es nur noch klicken und klacken…


Oggi il nonno ha portato questa – una vera (!) macchina da scrivere. Peró con tastiera italiana, bisogna abituarsi alle differenze in confronto alla nostra tastatura del computer. Da mezz’ora ormai sento solo rumori tipo  click-click e clack-clack… 😉

Bereits in meiner Montessori-Schule-Zeit habe ich festgestellt, dass Kinder, die keinen positiven Zugang zum Schreiben haben, über Umwege doch noch hinfinden können. Umwege wie eine Schreibmaschine, Buchstabenstempel (bei Jüngeren) oder auch ganz einfach: Weg von Heft und Füllfeder, hin zu „echten“ Büchern im Tagebuch-Stil, Notebooks oder anderem. Auch eine Vielfalt an Schreibutensilien (verschiedene Stifte, Federn, Farben) ist hilfreich dabei, die Liebe zum Schreiben zu entdecken. Ich persönlich schreibe am liebsten auf zeilenlosen, gebundenen Blättern (Tagebuchformat).

Giá all’epoca della nostra scuola montessoriana ho potuto constatare che bambini, che non hanno un atteggiamento positivo in confronto allo scrivere, possono comunque scoprire la passione per quest’arte. Con l’aiuto di altri metodi – macchina da scrivere, timbri di lettere (per i piú piccoli), oppure abbandonando quaderno e penna e dando via libera a „veri libri“ con pagine bianche (stile diario), notebooks e altro.

Eine Schreib-Unlust ist bei uns nicht der Fall. Wir haben diese alte Schreibmaschine organisiert, weil John mich um 10-Finger-Tippen-Unterricht gebeten hat. Ich finde, eine Schreibmaschine eignet sich zum Lernen und Üben besser als eine Computer-Tastatur.
Tatsächlich ist die Fähigkeit, das Schreiben auf der Tastatur zu beherrschen ohne jedesmal auf Buchstabensuche gehen zu  müssen, heutzutage in nahezu allen Berufen sehr praktisch. Mal sehen!

La mancanza di „voglia di scrivere“ non é il nostro caso al momento. Abbiamo organizzato questa macchina di seconda mano perché John mi ha chiesto di insegnargli a scrivere a 10 dita. Per imparare questo mi sembra piú appropriata una macchina da scrivere invece del PC.
Insomma, essere padroni della tastatura, capaci di scrivere senza dover ogni volta andare in cerca della lettera, ormai in quasi tutte le professioni é di grande aiuto. Vedremo!


11 Antworten zu Come one, let’s write!

  1. Vero al 100% sagt:

    Quanto mi piace la macchina da scrivere!
    Ma per imparare a scrivere a „10 dita“ (utilissimissimo!) non è meglio il PC? Tra l’altro mi sembra ci siano dei programmini che ti aiutano ad imparare. Mia mamma tanti (circa 15…) anni fa per imparere dattilografia usava uno di questi programmi!

    • Sybille sagt:

      Ciao! Avevamo provato con il PC ma sembra molto piú adatta la macchina da scrivere.
      Non so spiegare perché noto una differenza. Forse é perché con lo schermo davanti si ha un’altro tipo di concentrazione. Ho letto anni fa un articolo in una rivista scientifica che spiegava che dopo cinque minuti di schermo il cervello attiva un’altro centro di percezione, non piú quello di „realtá“ ma quello che é anche di competenza per l’ipnosi. Questo spiega anche perché é cosí difficile a decidere di spegnere la TV o di terminare una navigazione in Internet o un gioco al PC – quello che ci spinge a „dare un’altra occhiata“, a guardare „altri due minuti“, sembra non sia altro che un comando di quella parte del cervello che in questo momento ha in mano le redini. Insomma, puó darsi che questo fatto c’entri con quello che ho osservato: il comportamento davanti al PC (con un programma Word) é comunque diverso rispetto alla macchina da scrivere…
      Inoltre la macchina da scrivere ha trovato il suo posto sulla scrivania di John in camera sua, questa é pure un’altra comoditá e ci sono meno discorsi da fare, visto che i ragazzi non hanno libero accesso al PC, per ora.

  2. luci sagt:

    mi piacciono molto le macchine da scrivere, in effetti c’è un „contatto“ con la scrittura più… personale, direi, soprattutto se sono state usate da qualcuno, se hanno una vita passata… caspita, ogni volta che leggo post sull’homeschooling mi affascino parecchio, grazie di questi tuoi spunti! un abbraccio!

  3. Bianconiglia sagt:

    Intanto grazie mille per il link della Funny map. Adesso il bello sarà trovarla, visto che non vendono on line. Sai per caso se queste mappe si trovano da Athesia, o in qualche altro negozio di Bolzano? Sarò da quelle parti nelle prossime settimane e potrei approfittarne. Quanto alla macchina da scrivere: che nostalgia!!! Ho scritto i miei primi racconti su una vecchissima Lettera 22, più o meno a otto anni. E anche se adesso sono incapace di scrivere se non al PC, concordo sul fatto che la macchina ti dà tutta un’altra impostazione: banalmente, solo per il fatto di non avere la stessa possibilità di correzione, ti costringe ad un livello di attenzione e di coinvolgimento completamente diverso. E poi poter „toccare“ quello che si scrive mentre lo si scrive dà al gesto tutta un’altra dimensione. Insomma, secondo la mia modestissima opinione, è un’ottima scuola.

    • Sybille sagt:

      Ciao, sí infatti io l’ho presa da Athesia 5-6 anni fa, prova a vedere o forse la puoi ordinare.

      • Bianconiglia sagt:

        In effetti magari prima li chiamo, almeno non vado per niente: è anche vero che una puntatina da Athesia la facciamo sempre volentieri, ma questa volta saremo un po‘ di corsa.
        Intanto grazie ancora

  4. alchemillaa sagt:

    Hai ragione.
    Io ho „studiato“ dattilografia a scuola e riesco a scrivere velocissima. Quella che apparentemente era considerata una materia inutile si è rivelata utilissima. Chi mi vede scrivere resta sconvolto e vorrebbe imparare.
    Anche secondo me imparare a scrivere senza schermo è meglio.
    In quella che sarebbe una scuola ideale (come quella a casa tua…) non mi dispiacerebbe inserire qualche ora di questa materia. Da ragazzi si impara in fretta e non si dimentica più.

    • Sybille sagt:

      Sí, infatti anch’io ho avuto dattilografia a scuola, sono velocissima (altrimenti forse non terrei il blog!) ed é davvero una cosa utilissima. Se lanci la petizione per la „scuola ideale“, firmo volentieri…😉

  5. melanele sagt:

    Anch’io dattilografia a scuola! Ormai scrivere senza guardare è diventato come parlare o respirare… un processo inconscio e totalmente automatico. Inoltre ti insegnavano anche le regolette per redigere una lettera commerciale, un bilancio, per impaginare un testo. Mi domando se si studia ancora dattilografia da qualche parte…
    Ma avete fatto anche stenografia? Quella invece non l’ho mai utilizzata!

    • Sybille sagt:

      Si, per conseguire il mio diploma di „segretaria d’azienda“ ho studiato anche stenografia e non l’ho mai, ma proprio mai, utilizzata. Infatti ho dimenticato tutto. Oggi penso che quelle ore si potevano utilizzare molto meglio, magari studiando l’arabo, no?😉

  6. alchemillaa sagt:

    Io non ho fatto stenografia perché ho frequentato una ragioneria sperimentale che riteneva la stenografia superata. Per fortuna.

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