Landesgeschichte (8) Storia del Sudtirolo

Immer mehr im Zusammenhang mit unserem Leben heute hängen die Ereignisse in unserem Lernbereich Landesgeschichte zusammen.
Piú si continua nel percorso della storia locale e piú i ragazzi riescono a capire la situazione particolare di oggi.

Dementsprechend groß ist auch das Interesse der Jungs. Schließlich wird die mit den Wirren der Geschichte zusammenhängende Familiengeschichte auch immer verständlicher.
Infatti l’interesse dei ragazzi é molto grande. Per forza, visto che la situazione politica di allora ha avuto forte impatto sulla storia di famiglia.

Nach Ende des 1. Weltkrieges kam es zur Aufteilung Tirols, Südtirol und Trentino gehörten nun zu Italien, das Selbstbestimmungsrecht blieb verweigert. Obwohl Teile der italienischen Regierung einer Autonomie nicht abgeneigt waren, setzten sich nationalistische Kräfte durch. Der einsetzende Faschismus verschärfte die Probleme.
Come detto, dalla fine della prima guerra mondiale il Sudtirolo fa parte dell’Italia. Nonostante parti del governo italiano di allora sarebbero stati favorevoli ad un’autonomia, hanno vinto le forze nazionaliste il cui peso diventa sempre piú grande con la crescita del fascismo.

Immer wieder kam es zu Übergriffen. Am 21. April 1921 überfiel ein faschistisches Kommando in Bozen einen Trachtenumzug, dabei wurde der Lehrer Franz Innerhofer beim Versuch, einen Buben vor den Schüssen zu retten, erschossen. Am 2. Oktober 1922 fand der faschistische „Marsch auf Bozen“ statt, der Mussolinis Machtübernahme in Italien einleitete.
In Sudtirolo la situazione diventa piú grave giorno dopo giorno. In aprile 1921 un gruppo di fascisti irrompe in una manifestazione folcloristica, l’insegnante Franz Innerhofer viene ucciso mentre tenta di salvare un bambino. In ottobre 1922 i fascisti organizzano la „marcia su Bolzano“ come preludio alla „marcia su Roma“ di Mussolini.

Noch heute erzählen Großeltern bzw. Urgroßeltern von den Italienisierungsmaßnahmen von damals: Verbot des deutschsprachigen Unterrichts, Entlassung der deutschen Lehrpersonen, Absetzung der Bürgermeister mit Ersetzung durch faschistische Amtsbürgermeister (sog. Podestá), Einführung italienischer Ortsnamen, Abänderung der Familiennamen ins Italienische, Einführung der Bezeichnung „Alto Adige“ für Südtirol, Auflösung aller deutschen Vereine, Verbot deutscher Bücher, Förderung des faschistischen Baustils (ursprünglich sollte sogar die Nordseite der berühmten Bozner Lauben abgerissen werden). Einen besonderen Affront bildete der Bau des Siegesdenkmals mit der Inschrift „Hic patriae fines siste signa. Hinc ceteros excoluimus lingua legibus artibus.“ Auch heute noch.
Um die deutsche Kultur zu retten, wurden sogenannte Katakombenschulen, also Geheimschulen, eingerichtet, in denen den Kindern trotz des strikten Verbotes deutsche Lieder und deutsche Sprache beigebracht wurden. Organisiert wurden dieser Geheimunterricht vor allem von Kanonikus Michael Gamper und Josef Noldin, der diesen Einsatz mit dem Leben bezahlen musste. An Folgen der Gefangenschaft wegen ihrer geheimen Unterrichtstätigkeit verstarb auch die junge Lehrerin Angela Nikoletti.

Ancora oggi bisnonni e nonni raccontano di quei tempi: i metodi di italianizzazione del territorio. Divieto della lingua tedesca (le scuole tedesche vengono chiuse, gli insegnanti tedeschi licenziati), i sindaci tedeschi vengono sostituiti con i podestá, i nomi dei paesi, delle cittá, dei fiumi, delle famiglie vengono sostituiti con nomi (di fantasia) italiani, la parola Sudtirolo viene vietata e sostituita con Alto Adige. Le associazioni tirolesi vengono vietate, divieto di libri o testi e giornali tedeschi. Lo stile architettonico fascista viene sostenuto mentre molti immobili tipici tirolesi vengono abbattuti, ad esempio era in programma di distruggere i famosi portici di Bolzano. Un affronto particolare (ancora oggi) rappresenta il „Monumento alla Vittoria“ a Bolzano con la scritta „Qui sono i confini della Patria. Pianta le insegne! Da qui educammo gli altri con la lingua con le leggi con le arti.“ Per salvare la cultura tedesca, soprattutto Michael Gamper e Josef Noldin organizzano le scuole segrete tedesche, chiamate „scuole nelle catacombe„. La giovane maestra Angela Nikoletti é una di quelle che vengono scoperte e arrestate, lei é morta nel 1930, ammalatasi gravemente per le conseguenze della prigione…

Um die Italienisierung des Gebiets zu fördern, wurde die Industriezone in Bozen gebaut. Deutschsprachige durften in den Fabriken nicht arbeiten, dafür lockte man mit der Aussicht auf gutbezahlte Arbeitsplätze möglichst viele Italiener nach Südtirol. Auch die öffentlichen Stellen blieben Italienern vorbehalten. So kam es, dass bereits 1937 die Stadt Bozen mehrheitlich von Italienern bewohnt war. Dazu kam 1939 das Umsiedlungsabkommen zwischen Hitler und Mussolini: Bei der sogenannten Option mussten die Südtiroler sich entweder für Auswanderung ins Deutsche Reich entscheiden oder fürs Dableiben – mit dem Hinweis, man würde nach Süditalien zwangsversetzt. 75.000 Menschen wanderten aus, angetrieben von Versprechungen auf eigene Bauernhöfe und gutes Leben im Deutschen Reich und müde von den Repressalien der Faschisten. So kam es, dass Johns Großvater, Kind einer Auswandererfamilie, in Bayern geboren wurde und seine frühe Kindheit dort verbrachte. Andere Teile der Familie zählten zu den Dableibern. Beide Seiten beschimpften sich als Verräter, es geschah viel Unrecht und Leid, und noch heute gehen durch viele Familie Risse, die wohl nie ganz verheilen werden.
Viele katholische Priester und Aktivisten rund um den sogenannten Andreas-Hofer-Bund warnten vor dem Lockruf des Deutschen Reichs. Auch die Faschisten hatten nicht damit gerechnet, dass so viele Südtiroler ihre Heimat verlassen würden und fürchteten, dass das gesamte Gebiet bald nahezu unbewohnt (und unbewirtschaftet!) bliebe. Daher gab es schließlich wieder die Möglichkeit zur Rücknahme der Entscheidung. Einzelschicksale als Spielball der Politik…

Per favorire l‘italianizzazione, a Bolzano si costruisce la zona industriale. Qui i tirolesi tedeschi non possono lavorare, e anche i posti nelle amministrazioni pubbliche sono riservati agli italiani. Cosí molti italiani in cerca di lavoro arrivano volentieri nella nuova provincia italiana, trovano casa e lavoro. Giá nel 1937 la maggioranza degli abitanti della cittá di Bolzano é di lingua italiana. Nel 1939 Hitler e Mussolini decidono „l’opzione“, lo spostamento forzato dei tirolesi di lingua tedesca: tutti i capofamiglia devono decidere se lasciare la patria e andare nel Terzo Reich di Hitler, o se rimanere qui e „diventare italiani“ come si deve – con la promessa/minaccia di essere spostati nell’Italia Sud. 75mila tirolesi lasciano il Sudtirolo con la promessa dei nazisti di trovare, in Germania, nuovi masi e bellissime fattorie (figurarsi!). Gli italiani temono che la provincia si svuoti totalmente, con gravi impatti sull’economia, e si fa retromarcia offrendo la possibilitá di ri-decidere. Fra chi decide di emigrare e chi decide di rimanere, scoppiano terribili liti, ogni parte accusa l’altra di essere un traditore. Ancora oggi fra molte famiglie é rimasto l’abisso dell’opzione. Anche il nonno paterno dei ragazzi é, causa opzione, nato e cresciuto in Baviera, la sua famiglia é ritornata qui alcuni anni dopo la seconda guerra mondiale.

1943 schließlich, nach dem Sturz Mussolinis, wird Südtirol Teil der deutschen „Operationszone Alpenvorland unter Gauleiter Hofer. Mancherorts werden die Nazis als Retter begrüßt. Aber nach dem Leid unter dem Faschismus erlebt Südtirol nun das Leid unterm Hakenkreuz: Wie überall unter dem Nationalsozialismus werden Menschen  verhaftet und in Konzentrationslager verschickt. Regimekritiker werden in der „Via Resia“ in Bozen (Durchzugslager) festgehalten. Alle Südtiroler mussten nun zur Deutschen Wehrmacht… Es kommt zu Konflikten mit der Kirche wegen der Ideologie der Nazis. Klöster werden aufgehoben, Ordensschulen geschlossen, Geistliche ins KZ geschickt, Priester hingerichtet.
Nel 1943 cade Mussolini, e il Sudtirolo diventa parte della „Zona d’operazione delle Prealpi“ del Terzo Reich. In alcuni posti si dá il benvenuto ai nazisti, vedendoli come coloro che riportano la cultura tedesca. Ma ora, dopo i dolori che ha provocato il fascismo, ecco l’altra parte della medaglia: Come dappertutto, i nazisti arrestano persone e li mandano nei Lager. Chi critica il Regime, viene rinchiuso nel Lager di Bolzano in via Resia. I Sudtirolesi ora devono prestare servizio militare per il Terzo Reich. Alcuni preti cattolici vengono uccisi o arrestati.

Widerstand leistete u. a. Josef Mayr-Nusser aus Bozen, der sich aus religiösen Gründen weigerte, den SS-Eid auf den Führer abzulegen. Auf dem Weg ins KZ Dachau starb er elend.
Am Ende des zweiten Weltkrieges wird wieder, durch die nun gegründete Südtiroler Volkspartei, die Forderung auf Selbstbestimmung und Wiedervereinigung mit Österreich erhoben. Die Pariser Friedenskonferenz 1946 verweigert diese.

Fra coloro che non sono disposti a giurare a Hitler per motivi religiosi, c’é Josef Mayr-Nusser, che paga con la vita. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il nuovo partito territoriale che si costituisce, la Südtiroler Volkspartei, il partito popolare sudtirolese, chiede l’autodeterminazione e il ritorno all’Austria, ma invano.

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Franz Innerhofer, Josef Mayr-Nusser, Angela Nikoletti, Josef Noldin…

Überall in Südtirol finden wir Plätze und Straßen mit den Namen dieser Personen. Um ihre Geschichte nicht zu vergessen!
Ovunque in Sudtirolo si trovano i nomi di queste persone nei nomi di strade e piazze. Per non dimenticare la loro storia!

3 Antworten zu Landesgeschichte (8) Storia del Sudtirolo

  1. Laura sagt:

    Che pagina triste della nostra storia, e nonostante questo, quanto equilibrio nel raccontarla! Dovremmo tutti riflettere di più su questi fatti successi sulla porta di casa nostra…mancava una visione neutra ed obbiettiva di quel periodo. Grazie Sybille!

  2. Daniela B. sagt:

    Non sapevo dell’opzione e di altre cose che hai raccontato, é un vero peccato che io (come molti altri) pur avendo studiato storia italiana moderna e contemporanea all’università non ne sia a conoscenza!é una vera e grave lacuna che bisognerebbe colmare!

  3. […] das hin- und hergeschoben wurde, hat Südtirol natürlich von beiden Seiten etwas abgekriegt (hier mehr davon). Beziehungsweise, man lässt sich von der einen oder der anderen Seite mitreißen; man […]

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